L’Editto di Rotari

Anche il processo che portò a una raccolta delle leggi longobarde fu lento. Solo nel 643 il re Rotari (636-52) fece mettere per iscritto le leggi fino ad allora tramandate oralmente. Le norme raccolte nel cosiddetto Editto di Rotari sono scritte in latino, anche se sono frequenti le parole di origine longobarda.
In qualche caso, le leggi testimoniano la volontà di rendere le consuetudini longobarde meno violente. Alla pratica della faida, cioè la vendetta privata, si sostituiva per esempio il guidrigildo, cioè un risarcimento in denaro prestabilito in base al danno subìto e alla vittima: se libero o servo, se maschio o femmina, se ricco o povero. Il diritto longobardo prevedeva, infatti, una differenziazione delle pene a seconda del rango sociale. Uccidere un arimanno, per esempio, costava la vita; uccidere un servo altrui solo 16 soldi.


EDUCAZIONE CIVICA – ORIENTARSI NEL PRESENTE

L’importanza delle leggi scritte
Nel 643 Rotari fece mettere per iscritto le leggi longobarde fino ad allora tramandate oralmente.

  • Perché, secondo te, è importante che le leggi siano scritte e non solo tramandate oralmente?