CAPITOLO 8 Il Risorgimento e i moti in Italia 2 Gli anni Trenta e Mazzini L Italia degli anni Trenta Negli anni successivi, disordini e tensioni rimasero vivi nel territorio italiano. Carlo Alberto, divenuto re nel 1831 alla morte di Carlo Felice, fu pi aperto alle richieste dei liberali rispetto al suo predecessore, ma di fatto represse qualsiasi forma di protesta e opposizione, condannando al carcere o all esilio molti democratici e repubblicani. Nel Lombardo-Veneto la polizia politica austriaca imped lo scoppio di moti rivoluzionari, nonostante la presenza della Carboneria. Tra i molti che finirono in carcere vi fu lo scrittore e poeta Silvio Pellico, che raccont la sua reclusione nel libro di memorie Le mie prigioni, pubblicato nel 1832. Non vi furono moti n nello Stato pontificio, n nel Regno delle Due Sicilie, dove il potere dei rispettivi sovrani fu ancora abbastanza forte per soffocare qualsiasi proposito di riforma o di rivolta. STUDIO CON METODO Comprendo Rispondi a voce in massimo 3 minuti. Perch nel Lombardo-Veneto, nonostante la presenza della Carboneria, non scoppiarono moti rivoluzionari? Il fallimento dei moti Nell Italia centrale, una serie di moti e di cospirazioni ebbero vita breve, anche perch non ricevettero dall estero, in particolare dalla Francia, l aiuto in cui i rivoluzionari avevano sperato. In particolare a Modena, nel febbraio 1831, il progetto del carbonaro Ciro Menotti di dare vita a una monarchia costituzionale che comprendesse ducati padani e Stato pontificio fu stroncato sul nascere dal tradimento del sovrano che era stato designato dai cospiratori, il duca di Modena Francesco IV d Asburgo-Este. Ciro Menotti fu arrestato la sera del 3 febbraio 1831 nella sua casa di Modena. Silvio Pellico nel carcere dove scrisse Le mie prigioni. 207