CAPITOLO 12 La Seconda rivoluzione industriale 4 Politiche economiche e banche L industrializzazione in Europa e nel mondo Con la Seconda rivoluzione industriale, anche la geografia industriale mondiale cambi profondamente. La Gran Bretagna, fino ad allora protagonista incontrastata dello sviluppo industriale, mantenne il primato nel commercio, ma nel 1913 venne superata dagli Stati Uniti, che divennero il primo produttore mondiale, e dalla Germania nei settori dell industria pesante, chimica ed elettrica. Nell ultimo decennio dell Ottocento anche la Russia e il Giappone conobbero un intensa fase di industrializzazione, concentrata sulla costruzione di acciaierie. L Italia intraprese la strada dell industrializzazione dopo la sua unificazione nel 1861. In generale, i paesi dell Europa sud-orientale restarono ai margini di questo processo. industria pesante: indica in genere l industria siderurgica e meccanica. L adozione del protezionismo La Seconda rivoluzione industriale port gli Stati a cambiare le loro politiche economiche. Durante la Prima rivoluzione industriale la Gran Bretagna aveva adottato un atteggiamento liberista, basato cio sulla libera circolazione delle merci fra le nazioni. Nella seconda met dell Ottocento, invece, con la comparsa di nuove potenze industriali e un pi ampio intervento dello Stato nell economia, il liberismo fu progressivamente sostituito dal protezionismo. Fra il 1879 e il 1892 i governi di Germania, Russia, Italia, Stati Uniti e Francia introdussero dazi doganali sull importazione di prodotti da altri paesi, allo scopo di proteggere la produzione nazionale. Questa politica economica veniva incontro sia agli interessi degli industriali sia a quelli degli agricoltori, che erano stati colpiti dalla concorrenza del grano estero durante la Lunga depressione . Manifesto del Partito Liberale inglese che mostra le differenze tra un economia basata sul libero scambio e quella basata sul protezionismo, 1905 circa, LSE Library. La parola Liberismo/Protezionismo Libert negli scambi economici Il liberismo si basa sulle teorie dell economista Adam Smith [ capitolo 2, p. 46]: lo Stato non deve intervenire nell economia perch il mercato capace di autoregolarsi, in quanto la singola impresa, cercando di realizzare il proprio profitto, realizza indirettamente anche il bene della collettivit . I princ pi del liberismo sono la libera concorrenza fra gli imprenditori, l abolizione dei dazi doganali e il libero scambio fra le nazioni. L intervento dello Stato nell economia Il protezionismo punta invece a proteggere la produzione nazionale dalla concorrenza delle industrie stra- niere attraverso l intervento dello Stato. Imponendo dazi doganali elevati sulle merci importate dalle altre nazioni, lo Stato fa s che i prodotti importati abbiano un prezzo pi alto dei prodotti nazionali, che dunque verranno preferiti dai consumatori. LAVORO SUL LESSICO 1. Scrivi due frasi utilizzando i termini liberismo/liberista e protezionismo/protezionista . 315