CAPITOLO 12 Dalla decolonizzazione ai nuovi scenari internazionali 3 La Repubblica popolare cinese La Cina comunista La sconfitta del Giappone nella Seconda guerra mondiale aveva messo fine alla lunga fase dell occupazione giapponese in Cina, iniziata negli anni Trenta [ capitolo 6, p. 156]. I nazionalisti e i comunisti, che si erano temporaneamente uniti contro il comune nemico, tornarono a scontrarsi in una sanguinosa guerra civile finch , il 1° ottobre 1949, il leader comunista Mao Zedong proclam a Pechino la nascita della Repubblica popolare cinese. Il capo delle forze nazionaliste, Chang Kai-shek, si rifugi sull isola di Formosa, l attuale Taiwan, proclamandone l indipendenza con il nome di Repubblica di Cina. Ancora oggi, tuttavia, il governo cinese considera l isola parte integrante del proprio territorio nazionale e Taiwan riconosciuta come Stato indipendente da pochi organismi internazionali. Memo! 1949 Nascita della Repubblica popolare cinese Le riforme degli anni Cinquanta Agli inizi degli anni Cinquanta la Cina contava circa 600 milioni di persone, nella stragrande maggioranza contadini. Il nuovo regime comunista promosse una serie di riforme, fra cui il riconoscimento dell uguaglianza fra uomini e donne. Sul piano economico avvi una massiccia e rapida industrializzazione sul modello sovietico «il grande balzo in avanti» secondo la definizione di Mao , basata sulla produzione dell acciaio. Mentre milioni di contadini si trasferivano nelle citt per lavorare nelle fabbriche, nelle campagne si formarono le Comuni popolari: si trattava di grandi aziende collettive dove la terra, il bestiame e gli attrezzi agricoli erano di propriet comune. Le Comuni offrivano anche servizi sociali, come la scuola e gli ospedali, che erano gestiti sotto la guida di funzionari del partito. La rivoluzione culturale Le riforme attuate dal regime comunista non furono per efficaci e alla fine degli anni Cinquanta la produzione agricola croll , provocando una terribile carestia, che port alla morte per fame di quasi 30 milioni di persone. Per riaffermare il proprio ruolo di leader contro critiche e oppositori, Mao lanci nel 1965 la rivoluzione culturale : gruppi di giovani studenti e soldati noti come Guardie rosse istituirono in ogni luogo del paese processi pubblici contro intellettuali, politici e insegnanti, con lo scopo di eliminare privilegi e differenze di classe. Bastava essere indicati come nemici della rivoluzione per venire uccisi oppure internati nei laogai, i campi di rieducazione attraverso il lavoro . Le violenze di massa raggiunsero un livello cos alto da spingere lo stesso Mao, nel 1967, a dichiarare terminata la rivoluzione culturale . Mao Zedong sotto l emblema della neonata Repubblica popolare cinese. STUDIO CON METODO Comprendo Rispondi a voce in massimo 2 minuti. Che cosa fu la rivoluzione culturale? 317