Megalografie a fondo rosso

Il II stile è noto anche per le megalografie che possono rappresentare divinità, eroi o scene mitologiche, in un formato di grandi dimensioni (il termine "megalografia" deriva dal greco: megas, "grande", e grapho, "scrivere, dipingere"). La Villa dei Misteri di Pompei [2] ne ha restituito un famosissimo esempio.

Lungo le pareti del triclìnium (sala da pranzo), su un fondo rosso diviso da pilastri illusionistici, si sta svolgendo un rito misterico legato a Dioniso, dio del vino. Verso di lui, che indossa solo una tunica viola e si abbandona ubriaco tra le braccia della sua compagna Arianna, sembrano convergere tutte le figure di questo lungo fregio: da sinistra, un fanciullo che legge, giovani donne in abiti eleganti che fanno offerte e compiono libagioni, mènadi e sàtiri danzanti.

Le mènadi sono donne seguaci di Dioniso, raffigurate qui con lunghi capelli sciolti e vesti leggere che ondeggiano nell'aria.

I sàtiri sono figure maschili con tratti animaleschi, che rappresentano l'istinto, la natura selvaggia e l'ebbrezza.

Lo stile realistico con cui sono dipinte le figure, il perfetto uso del colore e anche la difficoltà di interpretare il significato delle singole scene hanno reso questo ciclo pittorico uno dei capolavori più famosi della pittura pompeiana.

LESSICO

rito misterico: culto segreto.

Sala del triclinio della Villa dei Misteri a Pompei con affresco in secondo stile che ricopre le pareti: sono raffigurate scene con figure umane a grandezza naturale su fondo rosso, cornici architettoniche e decorazioni con elementi ornamentali dorati e cornici. Nella parte a destra è visibile una figura maschile, Dioniso, sdraiato sulle gambe di Arianna, seduta su un trono. La parte superiore di Arianna non è visibile, perché l’affresco è rovinato.
2 Villa dei Misteri, Sala del triclìnio, pitture di II stile, metà I secolo a.C. Pompei.

MATERIALI E TECNICHE – Il rosso pompeiano

Il colore cosiddetto "rosso pompeiano", perché usato in molti affreschi rinvenuti a Pompei, è ottenuto da diversi pigmenti, tra cui il cinabro, un minerale molto costoso e brillante, di colore rosso vivo.
Nell'affresco della Villa dei Misteri è il colore dello sfondo che dà solennità a tutta la scena, facendo risaltare le figure.
Secondo recenti studi effettuati dal CNR – Centro nazionale delle ricerche, tuttavia, il rosso pompeiano era in realtà un giallo ocra che è stato alterato dai gas emessi durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.


Affresco con figura femminile su fondo rosso. La donna è raffigurata in piedi, con il corpo di tre quarti e il volto rivolto verso sinistra; indossa una veste chiara lunga fino ai piedi e un mantello scuro che si solleva dietro le spalle. Con la mano destra solleva il mantello sopra la testa, mentre la sinistra è aperta in avanti. A sinistra si intravede un’altra figura seduta con abito scuro; in basso è visibile una piccola capra accanto a un sedile.