EDUCAZIONE CIVICA – Sviluppo economico e sostenibilità

Pompei, patrimonio dell'umanità

Il 24 agosto del 79 d.C. o forse il 24 ottobre dello stesso anno, come suggerisce la recente scoperta di un'iscrizione, l'eruzione del Vesuvio riversò una pioggia di lapilli infuocati sulle città di Pompei, Ercolano e Stabia, facendo crollare gli edifici e sorprendendo chiunque cercasse di mettersi in salvo. Uno strato di lava e cenere di oltre 6 metri di spessore seppellì completamente le città, che iniziarono a tornare alla luce solo nel XVIII secolo, grazie agli scavi archeologici.

Veduta archeologica del Foro di Pompei con il Vesuvio sullo sfondo. In primo piano si distinguono i resti di un edificio templare sopraelevato su podio, con scalinata frontale e colonne scanalate ancora in parte conservate. Ai lati si aprono due grandi arcate in laterizio inserite nelle murature perimetrali. Le strutture sono realizzate in blocchi di pietra e mattoni, con porzioni ricostruite o consolidate. Sul fondo domina il profilo del Vesuvio, che si staglia contro un cielo nuvoloso, collocando il complesso archeologico nel suo contesto paesaggistico.
Veduta degli scavi di Pompei e del Vesuvio sullo sfondo.

Più di duemila anni dopo la violenta eruzione del vulcano, Pompei restituisce ancora intatta l'atmosfera della vita quotidiana di una città romana del I secolo d.C.
Dal 1997 è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO, perché è una testimonianza unica della civiltà romana, che offre la possibilità di avere dati concreti sull'urbanistica, l'edilizia, la cultura e il linguaggio del mondo romano.

ATTIVITÀ

Moltissime opere statuarie, oggetti e affreschi trovati dagli archeologi a Pompei oggi sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), come il famoso Mosaico di Alessandro, rinvenuto nella Casa del fauno (vedi p. 88).

Il mosaico, che raffigura la Battaglia di Isso fra Alessandro Magno (a sinistra) e il re persiano Dario III (a destra), è stato staccato dalla pavimentazione e trasferito al museo.

Per quale motivo, secondo te? Svolgi una breve ricerca su questo ritrovamento e poi rispondi alla domanda.

Il Mosaico di Alessandro esposto su una parete del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La composizione raffigura uno scontro tra cavalieri e fanti armati di lance e scudi; al centro è visibile un condottiero su carro, circondato da soldati e cavalli lanciati al galoppo. La superficie presenta ampie lacune nella parte sinistra, dove mancano tessere e rimane visibile l’intonaco di fondo. Il mosaico è incorniciato da una fascia decorativa geometrica. In primo piano si vedono due visitatrici di spalle che osservano l’opera.
Mosaico di Alessandro, II secolo a.C., copia romana da originale pittorico, 582x313 cm. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.