LA PITTURA DEL TRECENTO Partendo dalle novit introdotte in scultura da Nicola e Giovanni Pisano, anche i pittori rivalutano la rappresentazione realistica della figura umana, dei sentimenti e dello spazio. L autore di questo grande cambiamento Giotto: nelle sue opere, per la prima volta, le figure acquistano un volume simile al vero, comunicano sentimenti con i loro gesti ed espressioni, e sono immerse in uno spazio reale, non pi in un astratto fondo oro. La sua influenza si fa sentire anche nelle opere di Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti. I segni di riconoscimento Giotto: figure tridimensionali grazie all uso del chiaroscuro, volti e gesti espressivi, sfondi realistici con uso della prospettiva Simone Martini: fondi oro, attenzione ai dettagli e all espressivit Ambrogio Lorenzetti: capacit narrativa e uso della prospettiva Giotto (Colle di Vespignano, 1267-Firenze, 1337) Giotto non proveniva da una famiglia di artisti ed era forse di umili origini. Dopo essersi formato nella bottega di Cimabue a Firenze, soggiorna e lavora in diverse citt , in particolare ad Assisi e a Padova, dove realizza importanti cicli di affreschi. Con lui cambia il modo di raffigurare l essere umano e lo spazio, grazie a una nuova attenzione alla realt e alla resa dei sentimenti. LINGUAGGI VISIVI DI IERI E DI OGGI Disegnare come Giotto Secondo una tradizione arrivata fino a noi, Giotto era stato scoperto da Cimabue mentre era intento a disegnare una pecora dal vero; secondo un altra, sapeva tracciare un cerchio perfetto a mano libera. Vere o meno, queste storie tramandano l immenso talento di un artista che super il suo maestro, come ricorda Dante nella Divina Commedia, e il cui nome oggi stato dato a una linea di colori della marca FILA, Fabbrica Italiana Lapis ed Affini. Dal 1923 i colori Giotto accompagnano i disegni di bambini e non, con sulla scatola l illustrazione della leggenda di Cimabue che scopre il talentuoso Giotto mentre disegna su una pietra. CROCIFISSO DI SANTA MARIA NOVELLA (1290 circa) L umanit di Ges La grande innovazione di Giotto rispetto alla tradizione precedente la scelta di rappresentare in modo realistico Cristo, proprio come se fosse un uomo vero sulla croce 1 : la curva naturale del corpo, le mani con il pollice visto in prospettiva, i muscoli tesi, il ventre leggermente rigonfio, il sangue che cola ai piedi della croce. E il volto, con la bocca semiaperta come se respirasse. L aspetto tridimensionale del corpo di Cristo reso grazie all uso del chiaroscuro, caratteristica del tutto nuova nella pittura medievale: la luce arriva da sinistra, creando a destra delle ombre attorno al corpo del Cristo, che sembra staccarsi dalla croce. 1 Giotto, Crocifisso, 1290 ca., tempera e oro su tavola, 530x400 cm. Firenze, Chiesa di Santa Maria Novella. 156 IL GOTICO La pittura del Trecento