Leonardo nell'Ultima cena rappresenta il turbine di emozioni suscitate dall'annuncio inatteso del tradimento del Cristo. La parola emozione significa "mettere in movimento", "muovere fuori" cioè far emergere una condizione interna. Nel suo Trattato della Pittura, Leonardo afferma che il buon pittore deve dipingere due cose, cioè l'individuo (e questo è facile) e le idee della sua mente: questo è difficile, perché bisogna comunicarle con i gesti, i movimenti e le espressioni.
Le fonti ci dicono che Leonardo lavorò con un miniaturista sordomuto, abile a esprimersi senza le parole, e da lui imparò a comunicare attraverso i gesti! Da scienziato, gli interessava capire la manifestazione fisica delle emozioni, l'azione dei muscoli che contraggono labbra, occhi, guance, fino alla gestualità del corpo.
CHE COSA TI SERVE
specchio
foglio di carta A3
matite da disegno
acquerelli
forbici
colla vinilica
carta da pacchi
penna
QUALE TECNICA USERAI
- acquerello

LAVORA IN AUTONOMIA
1. Scegli un personaggio dell'Ultima cena, osservalo attentamente e cerca di comprendere che tipo di emozione esprime attraverso l'espressione del volto e la postura del corpo.
2. A casa, di fronte a uno specchio, cerca di imitarne la postura o di reinterpretarla, in modo del tutto diverso, ma che secondo te potrebbe esprimere meglio quell'emozione [1].
3. Su un foglio A3 disegna la figura dell'apostolo da te reinterpretata, lasciando vuota la parte del volto. Colora la sagoma con gli acquerelli, scegliendo il colore che meglio interpreta lo stato d'animo che vuoi rappresentare (ad esempio, il rosso per la rabbia, il giallo per lo stupore, l'azzurro per la serenità).
