La Pietà di Michelangelo ha ispirato nei secoli molti artisti: dalla citazione del braccio abbandonato nella Deposizione di Caravaggio all'artista serba contemporanea Marina Abramović (vedi p. 446), che mette in scena un quadro vivente nella sua opera Pietà. Anima Mundi.
Il momento in cui la Madonna contempla il corpo del figlio portato giù dalla croce è diventato nel tempo un'immagine universale di dolore e compassione.


Lo scultore italiano Jago (Frosinone, 1987) ha reinterpretato la Pietà sostituendo alla figura della Madonna quella di un padre che raccoglie da terra il corpo del figlio morto, un soggetto ispirato da una fotografia di guerra. Come nel capolavoro di Michelangelo, anche qui dimentichiamo che si tratta di marmo e partecipiamo alla tragedia di chi ha perso chi ha di più caro, perché l'espressione della sofferenza ci accomuna a ogni latitudine e in ogni tempo.
Jago racconta sui suoi canali social la realizzazione dell'opera, più di un anno di lavoro nello studio nella chiesa di Sant'Aspreno ai Crociferi, nel cuore di Napoli, dove oggi è il suo museo.
