LA FINE DEL RINASCIMENTO
La tradizione del Rinascimento si "rompe" già dal 1520, quando con esiti diversi si diffonde in tutta Italia un modo di dipingere e scolpire che si allontana sempre di più dall'armonia e dalle proporzioni classiche. Questa tendenza è detta "Manierismo", perché prende come modello la "maniera" (lo stile) dei grandi maestri Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
Rispetto al Rinascimento maturo, il nuovo stile dà più spazio all'espressione teatrale ed esasperata degli stati d'animo, attraverso le pose innaturali delle figure, le proporzioni allungate, i colori freddi e, talvolta, anche attraverso la scelta di soggetti bizzarri.
I protagonisti
- pittura: Pontormo a Firenze, Paolo Veronese e Tintoretto a Venezia
- scultura: Benvenuto Cellini e Giambologna
- architettura: Andrea Palladio
I segni di riconoscimento
- forme allungate
- pose instabili e complesse
- colori irreali (acidi o contrastanti)
- espressività drammatica dei volti
