Dopo Firenze, anche a Venezia si diffonde il Manierismo in pittura, ma a differenza dell'arte fiorentina qui si dà grande importanza ai contrasti cromatici, come dimostrano le sfarzose scene di banchetto di Veronese, e alla drammaticità esasperata, come invece esprime la pittura di Tintoretto.
In architettura, il Cinquecento veneto conosce un periodo di grande splendore grazie alle costruzioni di Andrea Palladio, ispirate ai modelli dell'arte classica.
Paolo Veronese
(Verona, 1528-Venezia, 1588)
Il pittore Paolo Caliari è conosciuto con il nome di Veronese, dalla sua città di origine.
Nelle sue opere dominano prospettive grandiose con scenari architettonici "all'antica". I colori sono chiari e luminosi e le figure imponenti, con dettagli disegnati in maniera realistica.
Celebri sono le sue Cene, che riproducono temi sacri come fossero banchetti dell'aristocrazia veneziana, in un'atmosfera di festa e sfarzo.
La Cena in casa di Levi [1] doveva essere in realtà un'Ultima cena di Cristo per il refettorio del convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, in sostituzione di un dipinto di Tiziano andato perduto durante un incendio. Ma quando i frati videro la grande tela con Gesù seduto al centro di una tavola tra più di 50 figure del patriziato veneziano, dove persino gli apostoli sono irriconoscibili, la rifiutarono, giudicandola inadatta.
Veronese venne processato dal Tribunale dell'Inquisizione che controllava la coerenza delle opere d'arte con i racconti evangelici e, per salvare l'opera, decise di cambiarne il titolo.

OSSERVA DA VICINO
Tra le figure che suscitarono particolare scandalo è il buffone ubriaco con il pappagallo in mano.
