Professione pittrice

Il Rinascimento vede per la prima volta crescere la presenza di donne nel mondo dell'arte.

Si tratta inizialmente di pittrici che nascono in famiglie di artisti, ma con il tempo la pittura e il disegno, come la musica e la letteratura, diventano parte della formazione di molte ragazze di buona famiglia. Alle donne, tuttavia, è vietato accedere alle lezioni di pittura del nudo dal vero; pertanto, i soggetti delle loro opere sono prevalentemente ritratti.

Sofonisba Anguissola

(Cremona, 1532 circa-Palermo, 1625)

Di nobile famiglia, Sofonisba Anguissola è avviata alla pittura insieme alle sue sorelle. Diventa un'apprezzata ritrattista, grazie alla promozione che ne fa il suo stesso padre, ed è dama di compagnia alla corte di Spagna. Nel 1573 sposa un nobile siciliano e si trasferisce a Palermo. Vedova dopo pochi anni, si sposta a Genova, dove sposa un nobile locale e consolida la sua fama.

Il suo Partita a scacchi [1] è in realtà un autoritratto con le sorelle minori e una domestica.

La scena si svolge in giardino, dove Sofonisba sta muovendo il suo pezzo: da notare l'eleganza degli abiti e l'abilità nell'esprimere con spontaneità una scena di serena vita domestica.

Sofonisba Anguissola, Partita a scacchi. Tre giovani ragazze sono raffigurate a mezzo busto attorno a un tavolo coperto da una tovaglia ricamata su cui è appoggiata una scacchiera con pedine degli scacchi chiare e scure. La ragazza a sinistra, con abito rosso decorato e collare bianco, muove un pezzo sulla scacchiera, anche se ha lo sguardo rivolto verso l’osservatore; al centro una bambina più piccola sorride guardando il gioco; a destra una giovane con abito scuro riccamente ornato porta una mano alla bocca in gesto di sorpresa. Dietro di lei compare una donna anziana con velo bianco. Sullo sfondo si vedono un albero e un paesaggio con colline e cielo azzurro.
1 Sofonisba Anguissola, Partita a scacchi, 1555, olio su tela, 72x97 cm. Museo Nazionale, Poznań (Polonia), Muzeum Nardove.

Lavinia Fontana

(Bologna, 1552-Roma, 1614)

Lavinia è figlia di un artista e riceve un'istruzione di buon livello. Sposa a sua volta un pittore che, caso raro al tempo, rinuncia alla propria carriera per aiutarla nel lavoro, dal momento che aveva raggiunto grande fama, tanto da essere chiamata a Roma da papa Clemente VIII.

Lavinia realizza più di cento dipinti, un numero elevatissimo per un'artista donna di epoca antica. Sono opere di soggetto religioso, ma soprattutto ritratti.

Il Ritratto di Antonietta Gonzales [2] raffigura la figlia di Petrus Gonzales, uno dei cortigiani del re di Francia Enrico II di Valois. Come il padre e le sue tre sorelle, Antonietta soffriva di ipertricòsi, una rarissima malattia che causa l'iperproduzione di peluria. L'aspetto inusuale passa però quasi in secondo piano, grazie all'abilità di Lavinia di mettere in evidenzia la raffinatezza della stoffa del vestito e la grafia elegante della lettera in primo piano.

Lavinia Fontana, Ritratto di Antonietta Gonzales. Ritratto a mezzo busto di una bambina posta frontalmente su fondo scuro. Il volto è incorniciato da una fitta peluria che ricopre guance, fronte e mento, lasciando visibili occhi, naso e labbra. Indossa un abito chiaro riccamente decorato con motivi geometrici e floreali dorati e rossi, con maniche ampie e una gorgiera bianca al collo. Con entrambe le mani tiene un foglio aperto con scrittura corsiva, rivolto verso l’osservatore.
2 Lavinia Fontana, Ritratto di Antonietta Gonzales, 1595, olio su tela, 57x46 cm. Blois (Francia), Museé du Chateau.