IL CINQUECENTO NEL NORD EUROPA

Se in Italia il Rinascimento nasce dalla riscoperta dell'antico, come hai visto già nel Quattrocento (vedi p. 174), l'arte d'Oltralpe non segue la stessa via: la pittura del nord Europa, infatti, è caratterizzata da una cura minuziosa del dettaglio e da un uso magistrale della pittura a olio che permette di rendere gli effetti della luce, i riflessi luminosi, le trasparenze e le sfumature di colore.

Nel Cinquecento, i pittori fiamminghi conservano queste caratteristiche e trattano soggetti nuovi: tra questi si distinguono le scene fantastiche di Hieronymus Bosch e la vita contadina ritratta da Pieter Bruegel il Vecchio.

I protagonisti

  • Hieronymus Bosch
  • Pieter Bruegel il Vecchio

I segni di riconoscimento

  • nuovi soggetti: allegorie fantastiche e vita quotidiana
  • pittura a olio
  • cura del dettaglio

La pittura fiamminga

A differenza del Rinascimento italiano, gli artisti nordici come Bosch e Bruegel non vedono l'essere umano come centro del mondo, ma come una vittima fragile del vizio e del peccato.

Non c'è una ricerca di bellezza e perfezione: i soggetti possono essere fantastici o realistici, comunque sempre esagerati nei dettagli. Ne emerge un mondo caotico e affollato, spesso raccontato con ironia.

Hieronymus Bosch

('s-Hertogenbosch, 1450-1516)

Nato in una città del sud dei Paesi Bassi, Bosch (che spesso firma i suoi lavori solo con il cognome) a 13 anni comincia a fare pratica nella bottega del padre, anche lui pittore. Lavora principalmente nella sua città natale e si dedica senza preoccupazioni alla pittura grazie al fortunato matrimonio con una giovane benestante, che gli toglie ogni preoccupazione economica.

Divenuto membro di una confraternita religiosa, nelle sue opere torna spesso la visione religiosa medievale della lotta tra il Bene e il Male con uno stile fantastico e coloratissimo, in composizioni bizzarre, animate da simboli e figure oniriche.

IL GIARDINO DELLE DELIZIE (1490-1500)

Una spietata storia dell'umanità

L'opera è un trittico [1] cioè è composta da tre pannelli uniti da una cornice che permette di chiuderli come fosse un libro. Le tre scene sono da leggere da sinistra verso destra:

  • a sinistra è raffigurato il Paradiso terrestre, nella cui parte inferiore sono Dio, Adamo ed Eva: la donna è in ginocchio, appena creata da una costola di Adamo addormentato, che si sta risvegliando;

  • al centro, in un grande spazio con vegetazione e specchi d'acqua, il Giardino delle Delizie che dà il titolo all'opera, uomini e donne si dedicano ai piaceri dei sensi, inconsapevoli del peccato;

  • a destra è l'Inferno musicale, un mondo oscuro pieno di tormento e dolore, dove gli esseri umani pagano i piaceri a cui si sono abbandonati e sono tormentati da orribili demoni di ogni forma, in mezzo a oggetti non identificabili e strumenti musicali.

Con quest'opera Bosch critica lo smisurato desiderio umano di piacere e mette in guardia sul destino a cui conduce il peccato.

Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie. Trittico composto da tre pannelli affiancati. Nel pannello sinistro è raffigurato un paesaggio con vegetazione, animali terrestri e acquatici e una struttura rosa al centro di uno specchio d’acqua; in basso compaiono un uomo e una donna nudi accanto a una figura maschile vestita di rosso, in un prato popolato da animali. Nel pannello centrale si estende un ampio paesaggio verde con laghetti, costruzioni fantastiche rosa e azzurre e numerose figure nude impegnate in varie azioni, insieme ad animali di dimensioni diverse, frutti ingigantiti e forme vegetali e acquatiche. Nel pannello destro la scena è notturna, dominata da incendi e costruzioni scure; sono presenti figure nude e creature ibride, strumenti musicali di grandi dimensioni e oggetti vari disposti in uno spazio affollato e articolato.
1 Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, 1490-1500, olio su tavola, 220x195 cm. Madrid, Museo del Prado.