IL SURREALISMO

L’Avanguardia surrealista supera la realtà e porta l’arte nel mondo dei sogni. Punto di partenza è infatti l’indagine dell’inconscio, cioè la parte più oscura e irrazionale della mente, dove per i surrealisti si nasconde il senso delle cose. Il sogno è il mezzo per raggiungere l’inconscio.

In pittura, il Surrealismo sviluppa due indirizzi diversi:

  • uno più figurativo, con immagini realistiche, ma inserite in contesti impossibili, come questa mela di René Magritte che riempie una stanza (La camera d’ascolto, 1952);
  • uno più onirico (che rimanda ai sogni), dove segni, parole, oggetti, elementi della natura sono mescolati in libertà come nel Cacciatore (1923-1924) di Joan Miró.

I segni di riconoscimento

  • simboli che rimandano all’inconscio (desideri, paure, traumi)
  • accostamenti di oggetti inaspettati
  • rappresentazione di prospettive impossibili, oggetti fluttuanti, figure deformate

René Magritte, La camera d’ascolto. Una mela verde di dimensioni gigantesche occupa quasi interamente una stanza vuota con pareti rosa e pavimento in legno. Il frutto tocca il soffitto e le pareti laterali, lasciando visibili solo piccoli angoli della stanza. A sinistra una finestra mostra il cielo e il mare all’esterno.
René Magritte, La camera d’ascolto, 1952.
Joan Miró, Cacciatore. Su uno sfondo diviso in una fascia gialla superiore e una rosa inferiore compaiono numerosi segni, linee sottili, forme geometriche e figure stilizzate sparse nello spazio. Al centro si vedono un grande cerchio chiaro, un cono nero verticale e piccoli cerchi colorati. In alto sono presenti un sole nero con raggi irregolari, una scala inclinata e figure sospese. In basso compaiono triangoli, linee curve, forme ondulate e una figura stilizzata con un occhio circolare giallo. Nella parte inferiore destra si legge la parola sard.
Joan Miró, Cacciatore, (1923-1924).

René Magritte

(Lessines, 1898-Bruxelles, 1967)