GLI ANNI CINQUANTA: TRA ASTRATTISMI E FIGURAZIONI Gli orrori vissuti durante la Seconda guerra mondiale portano gli artisti a interrogarsi sul senso dell’esistenza umana, sul significato del proprio vivere con un : nuovo approccio personale ed emotivo molti si allontanano dalla figurazione e si concentrano sul valore del , della o dell’espressività del , dando vita a nuove correnti di arte astratta; segno materia gesto altri non abbandonano la figurazione e si concentrano sul , che viene ora deformata per esprimere angosce e solitudini. Sono artisti che non fanno parte di una corrente precisa, perché ognuno ha un suo stile personale. tema della figura umana I segni di riconoscimento ASTRATTISMI : Action Painting gesto di dipingere come parte dell’opera : Color Field Painting uso di grandi campi di colore uniforme : Espressionismo astratto soggettività dell’artista resa attraverso forme astratte : Informale risalto alla gestualità dell’artista, alla materia e al segno : Optical Art rappresentazione del movimento attraverso l’illusione ottica : Arte cinetica rappresentazione del movimento reale FIGURAZIONI : pittura solitudine urbana (Hopper), deformazione della figura (Bacon) : scultura figure fluide (Moore), figure filiformi (Giacometti) La “Scuola di New York” Durante e dopo la Seconda guerra mondiale, molti artisti e architetti europei si trasferiscono negli per sfuggire alla guerra. Questo cambiamento sposta il centro dell’arte mondiale dall’Europa (soprattutto da Parigi e Berlino, devastate dal conflitto) a . Gli artisti che vivono qui cominciano a creare , legate spesso al passato traumatico della guerra. A seconda delle tecniche adottate nelle opere, si delineano delle tendenze diverse: l’ , il e l’ . Tutte accomunate dal desiderio di rompere con la tradizione e rendere l’artista libero di esprimersi. Stati Uniti New York dipinti astratti che comunicano significati ed emozioni universali Action Painting Color Field Painting Espressionismo astratto Jackson Pollock e l’Action Painting (Cody, 1912-Long Island, 1956) Lo statunitense Jackson Pollock è considerato il massimo interprete dell’ (“ ”), un modo di dipingere che, invece di rappresentare un oggetto o una scena, testimonia solo il , cioè il movimento istintivo e rapido dell’artista. Pollock si ispira alle improvvisazioni dei musicisti jazz e agli indiani Navajo che decorano sulla sabbia: come loro, non pianifica l’opera, ma schizza e lascia gocciolare la pittura sulle tele stese sul pavimento. Questa tecnica è detta (“sgocciolamento”) ed è una vera rivoluzione artistica che sovverte completamente l’immagine del pittore con la sua tela appoggiata al cavalletto. è un’opera astratta, perché non c’è nessuna pianta di lavanda nel quadro, né Pollock voleva rappresentarla, ma è il suo amico e critico d’arte Clement Greenberg a suggerirgli il titolo, rapito da quelle (come la lavanda) che costellano un neri, arancio e argento. Action Painting pittura di azione gesto del dipingere dripping Nebbia di lavanda: n. 1 [1] chiazze color azzurro-pietra reticolo di filamenti MATERIALI E TECNICHE – Il dripping Come si realizza? Con la tecnica del si può la vernice dall’alto, come fa Pollock stendendo la tela sul pavimento; si può direttamente dal barattolo formando riccioli voluminosi; si può per ottenere gocce minuscole; si può da un bastone o da un pennello o per creare filamenti continui, più o meno spessi e sovrapposti. dripping lanciare versare schizzare lasciar sgocciolare trascinare Quali colori e strumenti si usano? , meglio se secchi e induriti, ma anche , , o direttamente e di vernice molto liquida. Ma la libertà è totale; Pollock, ad esempio, lascia anche un’impronta della sua tra gocce, chiazze e macchie di vario spessore. Pennelli coltelli spatole bastoni lattine barattoli mano ATTIVITÀ In gruppi di 2-3, sperimentate il : dripping stendete sul pavimento fogli molto grandi di carta da pacchi; fate gocciolare da un bastoncino i colori (meglio se acrilici diluiti), oppure lanciateli con un cucchiaio; create sovrapposizioni di strati e colori, e linee sottili che emergano sulla superficie. Hans Namuth, ; sullo sgabello, la pittrice Lee Krasner, sua compagna, fotografia, 1950. Jackson all’opera nello studio di Springs