LA SCULTURA GRECA Gli artisti greci pongono la figura umana al centro della loro arte: il corpo raffigurato nudo, per esaltarne la bellezza, in una continua ricerca di perfezione. Grazie alle opere giunte fino a noi, molte delle quali sono copie realizzate in epoca romana, si pu ricostruire l evoluzione della scultura greca: da soggetti scolpiti in modo rigido e frontale tipici dell et arcaica, si arriva in epoca classica alla rappresentazione di una bellezza perfetta, che non solo fisica, ma vuole comunicare anche doti morali e intelligenza. La capacit di esprimere sentimenti ed emozioni si evolve poi in et ellenistica: non interessa pi la ricerca di perfezione, ma la resa realistica anche degli aspetti deformi. I segni di riconoscimento et arcaica: forme rigide e schematiche et classica: equilibrio e perfezione et ellenistica: descrizione delle emozioni e realismo La scultura arcaica Nel periodo arcaico, che copre tutto il VII secolo a.C. fino al 480 a.C. circa, le sculture sono di grandi dimensioni e rappresentano giovani uomini nudi o fanciulle vestite: i primi sono detti ko roi (al singolare ko ros, leggi c roi e c ros ), le donne sono le k rai (al singolare k re). Come nella scultura egizia, anche le statue greche di et arcaica presentano tutte le stesse pose, sono in piedi e pensate per essere viste solo frontalmente. Il loro corpo massiccio e schematico, gli sguardi sono fissi e accennano un lieve sorriso, detto sorriso arcaico . Ko roi e k rai Queste statue di giovani ragazzi e ragazze vengono offerte alle divinit nei templi oppure sono collocate accanto alle video tombe in ricordo dei defunti. I ko roi sono raffigurati nudi, per esaltare la bellezza del corpo umano e trasmettere un idea di forza e fierezza. Il Ko ros di Kr isos 1 , alto quasi 2 metri, in posizione stante (cio in piedi) e frontale, con le braccia stese lungo i fianchi, i pugni chiusi e la gamba sinistra leggermente avanzata. I capelli a perline ricadono sulle spalle e il volto presenta il sorriso arcaico . Anche le k rai sono in piedi, con un braccio lungo il corpo e l altro piegato in avanti per sostenere un offerta, come doveva essere il braccio mancante della K re del peplo 2 . Questa statua chiamata cos perch indossa l abito tradizionale di lana, il peplo lungo e attillato, fissato sulle spalle da spille e con una cintura in vita. Le lunghe trecce rosse, le pupille e la bocca conservano ancora tracce dell originaria colorazione. 2 K re del peplo, 540 a.C., marmo, h 118 cm. Atene, Nuovo Museo dell Acropoli e ipotesi ricostruttiva. 1 Ko ros di Kr isos, 530 a.C. ca., marmo, h 194 cm. Atene, Museo Archeologico Nazionale. La scultura arcaica 53