Statue in bronzo
La scultura etrusca è essenzialmente destinata al culto e all'uso funerario.
Nelle pagine precedenti, abbiamo esaminato le grandi sculture in terracotta che decoravano i templi (vedi p. 71) e i coperchi dei sarcofagi (vedi p. 73), ma gli artisti etruschi sono abilissimi anche nella lavorazione del bronzo.
MARTE DI TODI (fine V secolo a.C.)
Il dono di un cittadino etrusco
La statua [1] rappresenta un guerriero con corazza, che si appoggia con la mano sinistra a una lancia, mentre sta per compiere un'offerta prima o dopo una battaglia. La coppa che doveva tenere nella mano destra e i frammenti della lancia sono conservati separati dalla statua, mentre l'elmo che probabilmente indossava non è stato ritrovato.
Al momento della scoperta, si pensò che la statua raffigurasse il dio Marte, ma sulla corazza è presente un'iscrizione che la identifica come un dono votivo offerto al dio da Ahal Trutitis, cittadino etrusco, forse per ringraziarlo dopo una vittoria.
Il volto idealizzato e la posizione delle gambe rimandano a modelli della statuaria greca classica.

CHIMERA DI AREZZO (inizio IV secolo a.C.)
Tre animali in uno solo
La statua bronzea della Chimera di Arezzo [2] raffigura un mostro mitologico con corpo e testa di leone, coda di serpente e testa di capra sul dorso.
Secondo la mitologia greca, la chimera fu sconfitta dall'eroe Bellerofonte e la statua sembra raffigurare il mostro proprio nell'attimo in cui viene colpito: ha infatti la bocca spalancata, il pelo rizzato sul dorso e la vistosa ferita da cui sgorga sangue sul collo della capra.
Il corpo è rappresentato in modo naturalistico, mentre la criniera e il pelo del dorso sono resi con ciocche schematiche e rigide.
La dedica al dio Tinia, incisa sulla zampa anteriore destra, indica che si tratta di un dono alla divinità.
