I luoghi degli dèi

I templi: modelli etruschi e greci

I primi templi romani sono molto influenzati dal modello etrusco, da cui riprendono l'alto podio con la scalinata frontale e la cella spesso divisa in tre parti.

Alla fine dell'età repubblicana, quando i Romani hanno ormai conquistato tutta la Magna Grecia, i templi adottano gli ordini architettonici greci, mantenendo però alcune caratteristiche dell'ordine tuscanico.

TEMPIO DI PORTUNO (II secolo a.C.)

Un po' etrusco, un po' greco

Il Tempio di Portuno [1], dio romano protettore dei porti, ha una scalinata frontale e un alto podio come i templi etruschi, ma le colonne sono di ordine ionico.

La cella è circondata da semicolonne, cioè colonne parzialmente incassate nel muro, che non servono per sorreggere il tetto, ma solo per donare un effetto visivo elegante alle pareti.

Tempio di Portuno a Roma, edificio rettangolare con colonnato ionico sul davanti e sui lati, sopraelevato su un podio in pietra con scalinata frontale.
1 Tempio di Portuno, II secolo a.C. Roma.

PÀNTHEON (118-126 d.C.)

Il tempio di tutti gli dèi

Lo storico romano Svetonio racconta che Augusto «si vantò di aver lasciato di marmo la città che aveva trovato fatta di mattoni» e di aver ricostruito ben 82 templi. Tra i monumenti voluti da Augusto e fatti realizzare dal console Agrippa, genero dell'imperatore, c'è anche il Pàntheon [2], un tempio dedicato a tutti gli dèi.
Gravemente danneggiato da un incendio, nel II secolo d.C. fu ricostruito dall'imperatore Adriano.

Il Pàntheon è suddiviso in due parti:

  • il prònao (l'ingresso) a pianta rettangolare, con 16 colonne monumentali;

  • la cella a pianta circolare, coperta da una cupola decorata a cassettoni (cavità quadrate).

La cupola è alta quanto il suo diametro (43 metri), per cui l'interno del tempio [3] sembra una sfera. In alto un finestrone circolare, detto oculo, fa entrare la luce che illumina la decorazione delle pareti e del pavimento realizzata con marmi pregiati.
Questa copertura a cupola, la prima di così grandi dimensioni nel mondo antico, diventerà fonte di ispirazione per gli architetti di ogni tempo, che ne hanno analizzato le ingegneristiche tecniche costruttive.

Veduta frontale del Pantheon a Roma: si mostra il grande pronao con colonne corinzie in granito grigio che sorreggono il frontone triangolare con l’iscrizione di Agrippa; dietro si eleva la massiccia struttura cilindrica in laterizio della cella.
2 Pàntheon, veduta frontale, 118-126 d.C. ca. Roma.
Ricostruzione grafica in sezione prospettica del Pantheon, a pianta circolare con pronao rettangolare anteriore. La parte posteriore è costituita da una grande aula cilindrica coperta da una cupola emisferica con oculo centrale; all’interno la cupola presenta cassettoni concentrici. Le pareti sono articolate da nicchie e semicolonne; il pavimento è decorato con motivi geometrici a riquadri e cerchi. Davanti alla rotonda si apre un pronao con frontone triangolare sostenuto da colonne corinzie disposte in file, preceduto da una breve gradinata. Una porzione dell’edificio è tagliata per lo spessore dei muri.
Le pareti della cupola sono in cementizio (vedi p. 78) e si assottigliano a mano a mano che ci si avvicina alla sommità.