Sia i ritratti, sia le figure intere, sia le raffigurazioni sui rilievi nella scultura romana hanno lo scopo di comunicare il carattere, il rango, i meriti e le virtù di chi è ritratto. Quando si tratta di un imperatore, in particolare, la scelta delle pose, dei gesti e dell'abbigliamento è un messaggio preciso che il popolo è in grado di leggere e interpretare.
AUGUSTO DI PRIMA PORTA (20 a.C. circa)
Un discorso alle truppe
È una delle più celebri raffigurazioni di Augusto [1], rinvenuta nella villa di Prima Porta a Roma, di proprietà della moglie Livia.
Augusto è rappresentato in piedi mentre sta per rivolgere un discorso alle truppe (adlocutio), per motivarli e incoraggiarli. Indossa la corazza e il mantello militare; ai suoi piedi un piccolo Eros cavalca un delfino.
Al centro della corazza è raffigurato il re dei Parti che riconsegna le insegne militari perse da Crasso nella disfatta di Carre del 53 a.C. Questo evento viene celebrato al pari di una vittoria ottenuta sul campo di battaglia: le insegne, infatti, erano il simbolo sacro delle legioni romane e perderle fu un disonore assoluto, ma anche un monito per l'arroganza di Crasso che aveva invaso la Partia solo per ambizione personale, senza un vero motivo. Quando Augusto riuscì diplomaticamente (senza una guerra, ma solo con un accordo) a recuperarle, fu considerato un enorme successo.

CONFRONTO
Quale modello greco è stato ripreso?
La statua di Augusto replica nella posa quella del Doriforo di Policleto. Il riferimento al modello greco spiega anche perché Augusto indossi le vesti belliche ma ha i piedi scalzi, una caratteristica che richiama la nudità eroica dell'arte greca.
