Nelle città etrusche, gli archi segnalavano gli ingressi nelle mura della città (vedi p. 70), mentre i Romani li utilizzano anche come monumento celebrativo, per onorare imperatori e generali, che al ritorno dalle campagne militari vittoriose sfilano con i soldati lungo la città, mostrando il bottino e i prigionieri.
Questi archi sono posti lungo il percorso dei trionfi.
ARCO DI COSTANTINO (312-315 d.C.)
L'arco trionfale più grande di Roma
Eretto vicino al Colosseo per festeggiare i primi dieci anni di regno dell'imperatore e per commemorare il suo trionfo sul rivale Massenzio, sconfitto nella battaglia di Ponte Milvio (312 d.C.), l'arco [1] ha tre aperture (fòrnici), un'iscrizione con la dedica a Costantino e una ricchissima decorazione di statue e rilievi di reimpiego, provenienti cioè da altri edifici.
Tra i rilievi di epoca costantiniana, ci sono 4 pannelli di un fregio storico, con figure appiattite e poco naturalistiche.

LINGUAGGIO VISIVO – L'oratio e la prospettiva ribaltata
Il discorso ufficiale che l'imperatore rivolge al popolo è detto in latino oratio, mentre l'adlocutio è il discorso rivolto ai soldati.
In questo pannello del fregio, Costantino (privo della parte superiore) è seduto sulla tribuna dei Rostri nel Foro Romano, è di dimensioni maggiori rispetto ai dignitari che lo circondano e si sta rivolgendo al popolo.
La folla degli ascoltatori doveva trovarsi di fronte a Costantino; invece, è raffigurata ai lati della tribuna, secondo una prospettiva ribaltata.
