LA PITTURA ROMANA

Le testimonianze più numerose della pittura romana sono gli affreschi delle domus patrizie.

I soggetti principali sono i miti greci e romani, i paesaggi, i ritratti (soprattutto nei contesti funerari), le scene di vita quotidiana e le architetture illusionistiche, che danno la sensazione di sfondare le pareti.
Già dal I secolo a.C., infatti, la pittura attesta l'uso della prospettiva nelle vedute con colonne e portici che si aprono su giardini e paesaggi dando l'illusione di uno spazio tridimensionale.

I segni di riconoscimento

  • colori vivaci, con un ampio uso del cosiddetto "rosso pompeiano"
  • architetture viste "in prospettiva", paesaggi e giardini
  • soggetti mitologici o di vita quotidiana

Gli affreschi delle domus

Nelle ricche case romane, le pitture parietali sono realizzate ad affresco, cioè dipingendo sull'intonaco ancora bagnato, "fresco" appunto, in modo che asciugandosi trattenga il colore.

Le città di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis hanno restituito le testimonianze più importanti di pittura romana, che si sono potute conservare perché sepolte da uno strato di cenere dopo l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Gli affreschi sono stati catalogati in quattro stili, detti stili pompeiani: il cosiddetto II stile, o "stile architettonico", diffuso all'incirca dal 100 a.C. fino al 15 a.C., è considerato rivoluzionario in quanto mostra i primi esperimenti di illusionismo prospettico e di megalografìe, cioè rappresentazioni di figure di grandi dimensioni, spesso a grandezza naturale.

Architetture in prospettiva

Le pareti di cubìcula (camere) e triclìni (sale da pranzo) delle città vesuviane hanno restituito vedute architettoniche che creano l'illusione di spazi tridimensionali, con colonne, architravi, nicchie e portici che si aprono su paesaggi, giardini, città e templi.
Un esempio stupefacente di queste finte architetture proviene dalla Villa di Publio Fànnio Sinistòre a Boscoreale [1], una località a nord di Pompei.

Affresco con architetture illusionistiche. La parete è suddivisa da colonne dipinte che inquadrano quattro scenari con edifici e spazi aperti. A sinistra è raffigurata una veduta di una città con edifici sovrapposti e balconi in lontananza. Al centro compare un santuario con una divinità collocata al centro di una trabeazione, affiancata da altari e grandi vasi; segue una veduta di città con alberi sullo sfondo. A destra è rappresentato un tempietto rotondo con colonne corinzie. In basso sono presenti didascalie che descrivono le diverse vedute.
1 Cubiculum dalla Villa di Publio Fànnio Sinistòre, II stile, ca. 50-40 a.C. New York, The Metropolitan Museum of Art.