LA PITTURA DEL DUECENTO Per gran parte del Duecento, la pittura non presenta molte innovazioni, a differenza di quanto accade nella scultura e ancor più nell’architettura gotiche. I pittori rimangono legati alla : i fondi sono dorati e le figure ancora rigide e poco espressive rispetto alle contemporanee sculture. Accanto al , che viene ancora molto apprezzato, nel Duecento si sviluppa soprattutto la , cioè realizzata su tavole di legno. Vengono prodotte soprattutto , destinate a essere appese sopra gli altari, e che venivano collocate dietro o sopra l’altare maggiore (principale) delle chiese oppure portate in processione. e sono i due pittori che si distinguono nella produzione artistica di questo periodo per aver introdotto delle novità rispetto alla tradizione bizantina: tradizione bizantina mosaico pittura su tavola croci dipinte pale Cimabue Duccio di Buoninsegna Cimabue ( ) cerca di rendere le figure più vive ed espressive, con corpi voluminosi e pose dinamiche; scuola fiorentina Duccio di Buoninsegna ( ) introduce la profondità nella resa dello spazio. scuola senese I segni di riconoscimento : elementi bizantini fondi dorati, figure statiche e poco espressive : pittura su tavola croci dipinte e pale d’altare Cimabue (Firenze, 1240-Pisa, 1302) Cimabue è . Nelle sue opere rappresenta i e i : le figure acquistano corpo ed esprimono emozioni umane, come la sofferenza e la tenerezza. Della sua vita si sa pochissimo, ma è considerato il fondatore della . Secondo una leggenda, scoprì il talento di Giotto e fu il suo maestro: il loro stile sarà un punto di riferimento per tutti gli artisti del Trecento. il primo pittore italiano ad allontanarsi dalla tradizione bizantina volumi sentimenti dei personaggi tradizione pittorica fiorentina DI AREZZO (1260-1270 circa) CROCIFISSO La riscoperta dell’anatomia Il di Cimabue permette di comprendere l’ che porterà alla nascita della pittura gotica italiana: anche se le braccia e gli addominali di Cristo sono raffigurati ancora come in un’opera bizantina, si nota una , persino nei dettagli più grotteschi, come il torace dilatato dallo sforzo. Cimabue introduce qui un , tracciando con la punta del pennello righe scure molto sottili, parallele e concentriche, più dense nelle zone scure e più rade nelle zone chiare del corpo. Crocifisso [1] inizio della rivoluzione pittorica maggiore attenzione alla rappresentazione del corpo accenno di volume nei corpi e nei panneggi Cimabue, , 1260-1270 ca., tempera su tavola, 324x267 cm. Arezzo, Chiesa di San Domenico. Il corpo è percorso da che segnano il ventre (tripartito da due linee orizzontali e una verticale), i muscoli delle braccia e gli angoli della bocca.Il drappo attorno alla vita ha e (schiariture). La figura è in una , il torace dilatato per lo sforzo è e il panneggio presenta . 1 Crocifisso Elementi bizantini linee molto nette fondi dorati lumeggiature Novità gotiche posa sinuosa realistico ricche pieghe