LA PITTURA DEL TRECENTO

Partendo dalle novità introdotte in scultura da Nicola e Giovanni Pisano, anche i pittori rivalutano la rappresentazione realistica della figura umana, dei sentimenti e dello spazio.

L’autore di questo grande cambiamento è Giotto: nelle sue opere, per la prima volta, le figure acquistano un volume simile al vero, comunicano sentimenti con i loro gesti ed espressioni, e sono immerse in uno spazio reale, non più in un astratto fondo oro.

La sua influenza si fa sentire anche nelle opere di Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti.

I segni di riconoscimento

  • Giotto: figure tridimensionali grazie all’uso del chiaroscuro, volti e gesti espressivi, sfondi realistici con uso della prospettiva
  • Simone Martini: fondi oro, attenzione ai dettagli e all’espressività
  • Ambrogio Lorenzetti: capacità narrativa e uso della prospettiva

Giotto

(Colle di Vespignano, 1267-Firenze, 1337)