I MAESTRI FIAMMINGHI

Il Quattrocento è un periodo di “rinnovamento” delle arti anche nelle Fiandre, una ricca regione del Nord Europa (corrispondente al Belgio e a parte dell’Olanda) che vive un analogo momento d’oro.

Rispetto alla pittura fiorentina, quella fiamminga (cioè “delle Fiandre”) si distingue per:

  • la grande attenzione ai dettagli, in particolare gli oggetti della vita quotidiana;
  • la rappresentazione dello spazio non secondo una prospettiva linea­re, ma attraverso gli effetti della luce e delle ombre che fanno percepire le profondità;
  • l’invenzione del ritratto di tre quarti, cioè in una posizione a metà tra la vista frontale e quella di profilo;
  • l’uso dei colori a olio, anziché a tempera, che permette di ottenere effetti di trasparenza e lucentezza delle superfici.

I segni di riconoscimento

  • pittura a olio
  • attenzione ai dettagli
  • effetti di trasparenza e lucentezza
  • ritratto di tre quarti

Rogier van der Weyden

(Tournai, 1400 circa-Bruxelles, 1464)

È uno dei più grandi pittori fiamminghi, conosciuto in tutta Europa. Particolarmente abile nei ritratti femminili, le sue dame aristocratiche hanno tratti delicati e sono sempre vestite secondo la moda del tempo.