GLI ANNI SESSANTA: TRA CULTURA POP E CONCETTUALISMI
Gli stili degli anni del boom economico trovano un’inesauribile fonte di ispirazione nel mondo quotidiano, nella fotografia, nella pubblicità e nella televisione: è il caso della Pop Art.
Accanto alla figurazione pop, proseguono anche forme di astrattismo sempre più razionale e geometrico nella corrente della Minimal Art (o Minimalismo).
Al di là della pittura, oltre la figurazione o l’astrattismo, emerge l’Arte concettuale, che dà importanza all’idea, perché un’opera per essere tale ha bisogno solo dell’artista che la pensa e la firma, e del pubblico che la guarda e la compera. Tanto che una delle scatolette di Merda d’artista di Piero Manzoni è stata venduta nel 2016 per 275 000 euro.
I segni di riconoscimento
- Pop Art: uso di immagini della cultura di massa e della pubblicità
- Minimalismo: riduzione all’essenziale, utilizzo di forme geometriche e della ripetizione
- Arte concettuale: importanza dell’idea
