GLI ANNI SESSANTA: TRA CULTURA POP E CONCETTUALISMI

Gli stili degli anni del boom economico trovano un’inesauribile fonte di ispirazione nel mondo quotidiano, nella fotografia, nella pubblicità e nella televisione: è il caso della Pop Art.

Accanto alla figurazione pop, proseguono anche forme di astrattismo sempre più razionale e geometrico nella corrente della Minimal Art (o Minimalismo).

Al di là della pittura, oltre la figurazione o l’astrattismo, emerge l’Arte concettuale, che dà importanza all’idea, perché un’opera per essere tale ha bisogno solo dell’artista che la pensa e la firma, e del pubblico che la guarda e la compera. Tanto che una delle scatolette di Merda d’artista di Piero Manzoni è stata venduta nel 2016 per 275 000 euro.

I segni di riconoscimento

  • Pop Art: uso di immagini della cultura di massa e della pubblicità
  • Minimalismo: riduzione all’essenziale, utilizzo di forme geometriche e della ripetizione
  • Arte concettuale: importanza dell’idea

Piero Manzoni, Merda d’artista n. 80. Piccola scatola cilindrica di metallo con coperchio superiore e inferiore scuri. L’etichetta color beige è interamente coperta dalla scritta ripetuta PIERO MANZONI in caratteri neri. Al centro compare la scritta in grande Merda d’artista, seguita da informazioni stampate in più lingue sul contenuto della scatola.
Piero Manzoni, Merda d’artista n. 80, 1961, scatola metallica con etichetta, 6x8,5 cm. Milano, Museo del Novecento.

La Pop Art