ARCHITETTURA DEL XX E XXI SECOLO Dagli anni Settanta a oggi la , l’attenzione alla degli edifici e le esigenze di tutela per l’ hanno profondamente influenzato l’architettura. Il modo di progettare si è trasformato: si usano i per disegnare in digitale; la e la per visualizzare progetti in scala reale prima della costruzione e ridurre tempi di realizzazione; l’ per studiare il comportamento energetico degli edifici e ridurre gli sprechi o per adattare gli spazi all’ambiente. Questa evoluzione ha reso l’architettura , e . Nelle prossime pagine conoscerai alcuni edifici iconici contemporanei dedicati alla , all’ e alla , che mostrano come l’architettura non serva solo a costruire edifici, ma anche a creare legami tra le persone, a migliorare la vita quotidiana e a conservare il ricordo del passato. tecnologia funzione decorativa ed estetica ambiente computer realtà aumentata stampa 3D Intelligenza Artificiale più efficiente sostenibile creativa cultura abitare memoria I segni di riconoscimento : materiali ferro, acciaio, cemento armato, vetro, legno riciclato e pannelli solari : forme fluide o geometriche, sempre sorprendenti : funzioni creare relazioni tra le persone, raccontare storie e rispettare l’ambiente Per la cultura e lo sport Fin dall’antica Grecia, l’architettura ha dato forma a luoghi di aggregazione, spettacolo e conoscenza. Stadi, teatri, musei e centri culturali sono diventati simboli di culture passate e presenti, oltre che strumenti che ispirano e coinvolgono le comunità. Grazie all’innovazione tecnologica e alla crescente attenzione per l’ambiente, gli del XX e del XXI secolo sono , come i seguenti quattro esempi progettati da Renzo Piano e Richard Rogers, Frank Gehry, Jacques Herzog e Pierre de Meuron, e da Zaha Hadid, tutti , il premio assegnato ogni anno a un architetto vivente che ha contribuito in modo significativo all’umanità e all’ambiente attraverso le sue opere. edifici pubblici sempre più dinamici, sostenibili e multifunzionali architetti che hanno vinto il prestigioso Pritzker Prize CENTRO GEORGES POMPIDOU A PARIGI (1972-1977) Un edificio-macchina Uno dei maggiori protagonisti dell’architettura contemporanea è l’italiano (Genova, 1937), che ha costruito in tutto il mondo gli edifici più disparati, tra cui teatri, musei, palazzetti dello sport e aeroporti. Insieme all’inglese (Firenze, 1933-Londra, 2021), vince nel 1971 un concorso internazionale per realizzare uno spazio dedicato all’esposizione e allo studio dell’arte contemporanea nel cuore di Parigi: il intitolato a , il Presidente della Repubblica Francese (dal 1969 al 1974) che ne ha promosso la creazione. Quando viene eretto, l’edificio suscita un grande scandalo. Simile a un motore, tutti , cioè esterni alla struttura: dalle ai condotti di ventilazione, agli impianti elettrici, idrici eccetera. Gli spazi interni, su 5 piani, si possono articolare liberamente e ospitano una collezione permanente, mostre temporanee, biblioteche specializzate, cinema, teatro. Renzo Piano Richard Rogers Centro nazionale d’arte e cultura Georges Pompidou [1] gli impianti ingegneristici e architettonici sono a vista scale mobili tubolari Renzo Piano e Richard Rogers, Centro Georges Pompidou, facciata, 1972-1977. Parigi. 1