Le lingue in Italia

Carta dell’Italia, dove si indicano con colori diversi le lingue minoritarie e i dialetti, le aree bilingui e le isole linguistiche del Paese. Per quanto riguarda le lingue minoritarie e i dialetti, il franco-provenzale (viola) si parla in Valle d’Aosta e nelle Alpi piemontesi; il provenzale-occitano (rosa scuro) nelle Alpi piemontesi;  il gallo-italico (verde) in Piemonte, Lombardia, Trentino, Liguria, Emilia-Romagna, Lunigiana (in Toscana) e nelle Marche settentrionali; il veneto (azzurro chiaro) nell’omonima regione; il ladino (marrone chiaro) sulle Alpi venete; il tirolese (arancione) in Alto Adige; il friulano (giallo chiaro) nell’omonima regione; lo sloveno (azzurro) nella Venezia Giulia e nelle aree di confine con la Slovenia; il toscano (giallo scuro) nell’omonima regione; il dialetto centrale (rosa) nel Lazio, in Umbria, nelle Marche e nell’Abruzzo nordoccidentale; il dialetto meridionale (giallo) nel Lazio meridionale, in Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale; il dialetto meridionale estremo (marrone chiaro) nel Salento, in Calabria e in Sicilia; il sardo (color salmone) in Sardegna. L’Alto Adige è un’area bilingue. Vi sono inoltre isole linguistiche di albanese (Calabria, Basilicata, Sicilia, Puglia, Molise), greco (Calabria e Salento), croato (Molise), ligure e catalano (Sardegna), tedesco (Piemonte, Trentino, Veneto, Friuli), gallo-italico (Sicilia e Basilicata), franco-provenzale (Molise).