LA MONTAGNA: UN AMBIENTE DIFFICILE

Nel paesaggio montano in genere le coltivazioni si estendono solo nei fondovalle, con cereali di montagna (segale, orzo e grano saraceno), ortaggi e alberi da frutto. I versanti montani sono invece caratterizzati da una vegetazione più incontaminata rispetto alle colline, con foreste di latifoglie (betulle, faggi, querce, castagni) che, salendo di quota, lasciano il posto alle conifere (pini e abeti). Oltre i 2000 metri, si estendono i pascoli dove si portano i bovini, importante risorsa dell'economia di montagna. Salendo ancora, domina la nuda roccia, fino al limite delle nevi perenni, cioè la quota (3000 metri sulle Alpi) oltre la quale la neve non si scioglie mai del tutto e può accumularsi nei ghiacciai. Questi ultimi si stanno riducendo sempre di più a causa dell'aumento delle temperature, che provoca la fusione (non lo scioglimento, come spesso si dice) del ghiaccio.

 

Vivere la montagna

Un tempo le comunità montane erano abbastanza isolate a causa della difficoltà dei collegamenti, e le uniche attività economiche erano quelle legate all'allevamento, alla caccia e alla raccolta del legname. Oggi le vie di comunicazione raggiungono anche i paesi in quota, e i trafori e le gallerie consentono di muoversi agevolmente. Sono stati creati dighe e laghi artificiali per produrre elettricità, e lo sviluppo del turismo ha portato alla costruzione di alberghi, impianti sciistici e funivie. Tutto questo ha permesso di contrastare lo spopolamento, ma oggi l'impegno deve essere quello di limitare l'impatto che lo sfruttamento delle risorse ha sul territorio, salvaguardando flora e fauna e prevenendo il dissesto idrogeologico, cioè fenomeni come frane e alluvioni, sempre più frequenti.


STUDIO CON METODO

Seleziono le informazioni per descrivere la montagna e completo.

  • Fondovalle: campi coltivati con _______________________________________
  • Versanti: foreste di _________________
  • Oltre i 2000 metri: __________________
  • Oltre i 3000 metri sulle Alpi: roccia e ______________________________
  • Attività economiche tradizionali: ______________________________
  • Attività economiche più recenti: turismo, produzione di __________________________
  • Aspetti da salvaguardare: _______________________________________

CLIMATICAMENTE di Andrea Giuliacci – È vero che i ghiacciai alpini non sono mai stati così ridotti?

In realtà no, è falso. La situazione di oggi non è la peggiore di tutti i tempi. Circa 1000 anni fa, durante una fase climatica molto calda nota come Periodo Caldo Medievale, l'estensione dei ghiacciai alpini era infatti simile a quella odierna. Nei secoli successivi, caratterizzati da un clima più freddo, si è verificata un'avanzata del ghiaccio lungo tutto l'arco alpino, fino a raggiungere il culmine nella seconda metà dell'Ottocento.
Negli ultimi 100 anni, per colpa del riscaldamento globale causato dalle attività umane, i ghiacciai alpini si sono però velocemente ritirati verso le cime e in appena un secolo hanno perso tutto ciò che avevano guadagnato in quasi un millennio.

Il ghiacciaio Fellaria, in Valmalenco (Lombardia): ampia massa di ghiaccio che scende tra pareti rocciose ripide, con seracchi e colate d’acqua di fusione che precipitano lungo il fronte; ai lati affiorano rocce nude e detriti, sotto un cielo limpido.
Il ghiacciaio Fellaria, in Valmalenco (Lombardia).