LA MONTAGNA: UN AMBIENTE DIFFICILE
Nel paesaggio montano in genere le coltivazioni si estendono solo nei fondovalle, con cereali di montagna (segale, orzo e grano saraceno), ortaggi e alberi da frutto. I versanti montani sono invece caratterizzati da una vegetazione più incontaminata rispetto alle colline, con foreste di latifoglie (betulle, faggi, querce, castagni) che, salendo di quota, lasciano il posto alle conifere (pini e abeti). Oltre i 2000 metri, si estendono i pascoli dove si portano i bovini, importante risorsa dell'economia di montagna. Salendo ancora, domina la nuda roccia, fino al limite delle nevi perenni, cioè la quota (3000 metri sulle Alpi) oltre la quale la neve non si scioglie mai del tutto e può accumularsi nei ghiacciai. Questi ultimi si stanno riducendo sempre di più a causa dell'aumento delle temperature, che provoca la fusione (non lo scioglimento, come spesso si dice) del ghiaccio.
Vivere la montagna
Un tempo le comunità montane erano abbastanza isolate a causa della difficoltà dei collegamenti, e le uniche attività economiche erano quelle legate all'allevamento, alla caccia e alla raccolta del legname. Oggi le vie di comunicazione raggiungono anche i paesi in quota, e i trafori e le gallerie consentono di muoversi agevolmente. Sono stati creati dighe e laghi artificiali per produrre elettricità, e lo sviluppo del turismo ha portato alla costruzione di alberghi, impianti sciistici e funivie. Tutto questo ha permesso di contrastare lo spopolamento, ma oggi l'impegno deve essere quello di limitare l'impatto che lo sfruttamento delle risorse ha sul territorio, salvaguardando flora e fauna e prevenendo il dissesto idrogeologico, cioè fenomeni come frane e alluvioni, sempre più frequenti.
