VERSO L'ANALISI LOGICA

Se il predicato verbale è costituito da un verbo pronominale, il pronome atono del verbo va considerato come parte del predicato. Per esempio il predicato verbale della frase Questo libro si legge in poco tempo e si legge, e non il semplice legge.
Se invece il verbo non è pronominale, quindi il pronome atono non fa parte del significato del verbo, ma è la forma debole di un pronome personale, il pronome va analizzato a sé come complemento:
▶ Ti (= te, compl. oggetto) ho chiamato.
▶ Mi (= a me, compl. di termine) ha regalato una rosa.

L'avverbio di negazione non, in analisi logica, va considerato come parte del predicato:
▶ Oggi non ho studiato.

IL PREDICATO NOMINALE

Il predicato nominale è composto da due parti:

  1. il verbo essere, detto copula (una parola latina che significa "legame");
  2. un nome o un aggettivo, detto nome del predicato o parte nominale.

Indica una caratteristica, una qualità, una quantità o un modo di essere del soggetto. Non indica mai un'azione.
▶ Le mie scarpe sono nuove.
▶ Mia zia è biologa.


PIÙ A FONDO

Il nome del predicato può essere rappresentato da sintagmi diversi da nomi o aggettivi:

  • un sintagma preposizionale con funzione aggettivale (Paolo è in gamba; Questo vino è da intenditori);
  • un sintagma verbale (Partire è morire);
  • un sintagma avverbiale (È tardi).

VERSO L'ANALISI LOGICA

Il verbo essere può costituire un predicato verbale, se significa "esistere, esserci, trovarsi in un luogo, appartenere":
Non c'è niente da fare.
▶ Martina è ancora a letto.
▶ Il libro è di Monica.

IL PREDICATO NOMINALE CON I VERBI COPULATIVI


Dall'uso alla regola

Leggi le frasi e poi rispondi alla domanda.

Questo gioco sembra divertente.
Il film sta diventando noioso.

  • Quale funzione ha il predicato nelle due frasi?

Illustrazione di un ragazzo disteso su un divano con il telecomando in mano, puntato verso una televisione.