PLUTONE E PERSEFONE
Plutone "il ricco" è uno degli altri nomi di Ade – "l'invisibile" –, il sovrano del regno dell'oltretomba, fratello di Zeus (Giove). Plutone custodisce i tesori del sottosuolo e accoglie le anime dei defunti. Sua sposa è Persefone (Proserpina per i Romani), la figlia di Demetra (Cerere) che il dio ha rapito e che trattiene con sé dalla fine dell'autunno all'inizio della primavera.
Quando Crono, con l'aiuto di Gea (la Terra), spodesta il padre Urano (il Cielo) nel dominio del mondo, teme che un suo figlio possa fare altrettanto con lui. Decide allora di divorare i figli che la sua sposa, Rea, partorisce: Poseidone (il romano Nettuno) e Ade (il romano Plutone). Solo Zeus (Giove), l'ultimo nato, riesce a salvarsi dalla terribile sorte grazie a un inganno della madre e, una volta cresciuto, rovescia il potere del padre e gli fa vomitare i figli che aveva divorato. Dopo altre lotte cosmiche che coinvolgono prima i Titani e poi i Giganti, Zeus instaura finalmente un ordine divino stabile e spartisce con gli altri due fratelli il dominio del cosmo. A lui tocca il cielo, a Poseidone il mare e ad Ade il regno del sottosuolo. Ádes, in greco, significa appunto "l'invisibile": il dio è sovrano dell'oltretomba, da cui nessuno è mai tornato indietro. Plutone è uno dei soprannomi con cui viene invocato Ade. Plútos, in greco, significa "ricchezza": Plutone è il dio che custodisce tutte le immense ricchezze nascoste nel seno della Terra. Uno dei suoi attributi è un elmo di pelle canina dal quale è reso invisibile.
Plutone non ha mai avuto un vero e proprio culto né templi in suo onore, tuttavia è coinvolto in uno dei miti più affascinanti e significativi, il rapimento di Persefone (Proserpina).
Persefone è la bellissima figlia di Demetra (la romana Cerere). Insieme con alcune amiche, le figlie di Oceano, va spesso nei prati a cogliere fiori. Un giorno, però – secondo alcune tradizioni presso le pendici dell'Etna in Sicilia –, mentre ammira la straordinaria bellezza di un narciso, appare d'improvviso Ade su un carro d'oro trainato da cavalle immortali, che la rapisce mentre lei si dispera e chiama aiuto. Venuta a conoscenza del rapimento, Demetra è in preda al dolore e alla disperazione: pensa di aver perso per sempre la sua amatissima figlia. Si rivolge allora a Zeus, pregandolo di restituirle Persefone. Il dio acconsente, ma con un compromesso: non può, infatti, contraddire in tutto il fratello Ade. Per due terzi dell'anno – dalla primavera all'autunno – Persefone potrà rimanere insieme alla madre sulla Terra, ma per il rimanente terzo dovrà tornare nell'oltretomba, sposa di Ade.
(Adattato da treccani.it)
