Dall’uso alla regola
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romanzo
In una grande poltrona di cuoio consunto, con lo schienale alto e orecchiuto, stava seduto un ometto grosso e tarchiato. Indossava un vestito nero tutto spiegazzato che aveva l’aria di essere molto vecchio e piuttosto polveroso. La pancia era tenuta su da un panciotto a fiori. L’uomo aveva una bella pelata, solo sopra le orecchie si drizzavano verso l’alto due cespuglietti di capelli bianchi. Aveva una faccia arrossata che faceva pensare al muso di un bulldog incattivito. Sul gran naso a patata troneggiavano gli occhiali cerchiati d’oro. Una gran pipa ricurva gli pendeva all’angolo della bocca che ricadeva tutta storta da una parte.
(M. Ende, La storia infinita, 1981)
- Il personaggio viene descritto da un punto di vista oggettivo o soggettivo?
- Quali figure retoriche puoi individuare nel brano e perché,
- secondo te, l’autore le ha utilizzate?
