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Il risveglio del giovin signore

Il Mattino, vv. 33-143

Al proemio dell’opera segue la descrizione del lungo sonno del giovin signore, che giace ancora pigramente fra le lenzuola mentre il resto del mondo è già da molto tempo attivo e laborioso. Il poeta ne descrive minutamente le occupazioni per evidenziare la vacuità della sua vita.


Metro Endecasillabi sciolti.

Sorge il Mattino in compagnìa dell’Alba

innanzi al Sol che di poi grande appare

35    su l’estremo orizzonte a render lieti

gli animali e le piante e i campi e l’onde.

Allora il buon villan sorge dal caro

letto cui la fedel sposa, e i minori

suoi figlioletti intepidìr la notte;

40    poi sul collo recando i sacri arnesi

che prima ritrovàr Cerere, e Pale,

va col bue lento innanzi al campo, e scuote

lungo il picciol sentier da’ curvi rami

il rugiadoso umor che, quasi gemma,

45    i nascenti del Sol raggi rifrange.

Allora sorge il Fabbro, e la sonante

officina riapre, e all’opre torna

l’altro dì non perfette, o se di chiave

ardua e ferrati ingegni all’inquieto

50    ricco l’arche assecura, o se d’argento

e d’oro incider vuol giojelli e vasi

per ornamento a nuove spose o a mense.