DALLA “POESIA PURA” ALL’ERMETISMO

La poesia pura

Nei primi decenni del Novecento la poesia vive in Italia una stagione luminosa, grazie soprattutto a due grandi poeti che diventando modelli per la generazione successiva: Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale, autori di quella che viene definita “poesia pura”, una scrittura poetica che parte dalla lezione del Simbolismo (nel caso di Ungaretti anche dal Futurismo), per sviluppare uno stile basato sulla purezza della parola, liberata dalla presenza ingombrante degli aggettivi e a volte anche dalla punteggiatura (nel caso di Ungaretti).

Fotografia in bianco e nero che ritrae tre uomini, Montale, Ungaretti e Quasimodo, in abiti formali. A sinistra Montale tiene una sigaretta con espressione seria; al centro Ungaretti sorride ampiamente; a destra Quasimodo parla sorridente. Sullo sfondo si intravede una pianta e un quadro appeso al muro.
Da sinistra, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo in una fotografia del 1968