UDA 8 – Tutela e sicurezza del consumatore Capitolo 1 – Qualità e sicurezza degli alimenti 1. La definizione di qualità La è definita come «l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o servizio che gli conferiscono l’attitudine a soddisfare bisogni espressi o impliciti del cliente». Il consumatore valuta la qualità in due momenti: qualità : quando, dopo una di informazioni, sceglie il prodotto da acquistare che gli fornisce una ; prima dell’acquisto ricerca aspettativa di qualità : quando elabora il proprio giudizio e definisce la . dopo il consumo qualità percepita Più alta è la tra la qualità attesa e la qualità percepita, più è alto il del cliente. corrispondenza grado di soddisfazione La qualità degli alimenti dipende sia da , che dipendono dall’alimento, sia da , connessi alle e alle del consumatore. fattori oggettivi fattori soggettivi aspettative preferenze Per questo motivo è utile definire il concetto di , data dall’insieme dei seguenti aspetti. qualità totale : apporto di nutrienti, ingredienti, uso di additivi e presenza di sostanze anti-nutrizionali e composti bioattivi. Qualità nutrizionale : rispetto della normativa agroalimentare, in produzione, confezionamento ed etichettatura. Qualità legale : salubrità del prodotto (assenza di contaminanti chimici, fisici o microbiologici), viene garantita dal sistema obbligatorio di del prodotto. Qualità igienico-sanitaria tracciabilità : dipende da proprietà tecnologiche e aspetto del prodotto e del (confezionamento), ma anche dalle caratteristiche commerciali (come rapporto qualità/prezzo, praticità e semplicità di acquisto, preparazione e consumo). Qualità merceologica packaging : caratteristiche del cibo percepibili attraverso i cinque sensi (aspetto, aroma, gusto, e consistenza). È una proprietà valutata in maniera soggettiva. Qualità sensoriale flavour : tipicità del prodotto e del territorio di provenienza; in alcuni casi è certificata attraverso i marchi di origine. Qualità di origine : rispetto di principi morali, di giustizia e correttezza; per esempio delle condizioni di lavoro nella filiera di produzione. Qualità etica : ridotto impatto sull’ambiente della produzione, in termini di consumo di risorse e sostenibilità. Qualità ambientale 2. Sicurezza e integrità dei prodotti alimentari La qualità degli alimenti è connessa a due diversi aspetti: la sicurezza e l’integrità. Il termine in campo alimentare ha due diverse accezioni, identificate in inglese da: sicurezza , ovvero la e agli approvvigionamenti, o meglio la disponibilità di alimenti in quantità adeguata a soddisfare i bisogni basilari della popolazione; food security sicurezza di accesso alle risorse di cibo , che comprende la (ovvero l’assenza di possibili impatti negativi sulla salute dei consumatori) e l’ . food safety sicurezza igienico-sanitaria integrità degli alimenti L’ di un alimento è data dall’assenza di adulterazioni del prodotto. L’integrità può essere compromessa da: integrità ( ) motivate da (ottenere un profitto) o (come il bioterrorismo), combattuti attraverso la ( ); atti intenzionali frodi ragioni economiche ideologiche difesa alimentare food defence o (come il risparmio sui costi che riduce la qualità), combattuti attraverso la ( ). atti accidentali non intenzionali sicurezza alimentare food safety Sicurezza e integrità sono garantite dai regolamenti compresi nel , in vigore in tutti i Paesi dell’Unione Europea, e dal . Pacchetto igiene sistema HACCP I della legislazione in materia di sicurezza alimentare sono: principi generali lungo tutta la filiera; controlli e dei prodotti lungo la filiera; tracciabilità rintracciabilità ; analisi del rischio responsabilità dell’ ( ) per ogni prodotto realizzato, trasformato, importato, commercializzato o somministrato. L’OSA è la persona (fisica o giuridica) responsabile in una impresa del rispetto delle leggi; operatore del settore agroalimentare OSA individuazione del come della sicurezza alimentare. consumatore parte attiva Nel Pacchetto igiene è compreso il che definisce le destinate agli operatori e in particolare l’applicazione generalizzata dell’ e della corretta . Reg. (CE) 852/2004 norme HACCP prassi igienica Il sistema HACCP I che possono colpire un alimento nelle fasi di produzione, confezionamento, trasporto, stoccaggio, vendita ecc. sono molteplici e possono essere di tipo (come la presenza di batteri o muffe), (come la presenza di pesticidi, antibiotici ecc.) o (per esempio la presenza di corpi estranei come capelli, metalli ecc.). pericoli biologico chimico fisico Il ( ) utilizza un alla gestione dei . Questo sistema prevede il controllo del processo di produzione e la valutazione dei connessi alle diverse fasi (ovvero la ). sistema HACCP Hazard Analysis and Critical Control Point approccio preventivo pericoli rischi probabilità che il pericolo arrechi un danno Il sistema HACCP prevede e necessari a livello aziendale e la predisposizione di un con i relativi . 5 fasi preliminari 7 principi fondamentali per l’attuazione del sistema manuale documenti Fasi preliminari Applicazioni 1. Costituzione del gruppo di lavoro HACCP Individuare le figure dell'azienda (interne o esterne) incaricate di acquisti, produzione, vendite o spedizioni 2. Descrizione del prodotto Elencare e descrivere caratteristiche, ingredienti, tracciabilità del prodotto 3. Identificazione della destinazione d'uso Definire il target di consumatori a cui è destinato il prodotto 4. Sviluppo del diagramma di flusso ( ) flow chart Rappresentare graficamente le fasi di produzione di ciascun prodotto, le interdipendenze e le relazioni del processo 5. Conferma del diagramma di flusso e dello schema di impianto Verificare la corrispondenza di quanto ipotizzato con il processo reale Principi fondamentali Applicazioni 1. Individuazione e analisi dei pericoli Individuare possibili contaminanti (chimici, fisici, biologici) e la probabilità che si possa verificare la contaminazione (analisi del rischio) 2. Individuazione dei Punti critici di controllo (CCP) Individuare le fasi del processo il cui controllo e monitoraggio consentono la riduzione o l'eliminazione del rischio 3. Definizione dei limiti critici Definire i valori oltre i quali il CCP è fuori controllo (per esempio l'intervallo di temperature) 4. Definizione delle procedure di monitoraggio Effettuare misurazioni e registrazioni dei parametri da tenere sotto controllo 5. Definizione e pianificazione delle azioni correttive Progettare e pianificare le azioni da effettuare qualora un CCP sia fuori limite (non conformità) 6. Definizione delle procedure di verifica Verificare l'adeguatezza delle misure adottate 7. Definizione delle procedure di registrazione Predisporre i documenti per registrare e aggiornare le procedure Il sistema HACCP punta a individuare i ( ), cioè le del processo che devono essere per garantire la salubrità del prodotto. Per ciascun CCP indica le o le necessarie a rientrare nei valori di sicurezza. Punti critici di controllo CCP fasi operative maggiormente controllate misure preventive azioni correttive La presenza di pericoli e di contaminazioni si valuta su di un lotto di produzione. campioni rappresentativi Pericolo Contaminazione Misure preventive Fisico Corpi estranei Capelli, frammenti, pietre, metalli Utilizzare attrezzatura protettiva come cappelli, guanti, mascherine, effettuare la manutenzione dei macchinari Chimico Composti chimici dovuti ad agricoltura, allevamento, inquinamento ambientale, processo tecnologico Prodotti fitosanitari, pesticidi, erbicidi, fungicidi, antibiotici, metalli pesanti, eccesso di additivi, acrilammide Attenzione durante le fasi di produzione, controllo dei prodotti e del processo Biologico Prioni, virus, batteri, muffe, protozoi, elminti, platelminti, lieviti, insetti, roditori • : agente biologico presente nel luogo di produzione della materia prima • avviene durante le fasi di lavorazione a causa di scarse condizioni igieniche • : passaggio di microrganismi tra alimenti crudi e alimenti lavorati Contaminazione primaria Contaminazione secondaria: Contaminazione crociata Igiene del personale e delle attrezzature, e nelle fasi di cottura e conservazione, attenzione alle materie prime in fase di ricezione, catena del freddo o catena del caldo, monitoraggio e controllo degli infestanti (insetti e roditori) 3. Il sistema di allerta alimentare La alimentare è una ( ). L’OSA deve garantire che i prodotti immessi sul mercato soddisfino i stabiliti dalla normativa. sicurezza responsabilità dell’operatore del settore OSA requisiti di sicurezza I prodotti che non soddisfano i requisiti prestabiliti sono detti ( ). non conformi NC Nel caso di prodotti non conformi il produttore può scegliere una delle seguenti : misure correttive il prodotto (se questo proviene da un fornitore); rifiutare e/o distruggere il prodotto (se questo proviene dai propri stabilimenti); scartare il prodotto, se è già stato immesso sul mercato ma non è ancora arrivato al consumatore; ritirare il prodotto, se questo è già stato immesso sul mercato ed è arrivato al consumatore. richiamare I prodotti non conformi e le relative azioni correttive devono essere documentati e registrati. L’UE ha uno dei più al mondo grazie alla legislazione in vigore. elevati standard di sicurezza alimentare Il RASFF Il ( ) è uno strumento che permette di condividere tra i suoi membri (autorità nazionali per la sicurezza alimentare degli Stati membri dell’UE, la Commissione europea, l’EFSA, l’ESA ecc.) così da evitare rischi per i consumatori europei, portando al ritiro dei prodotti dal mercato prima che arrechino danni. sistema rapido di allerta per alimenti e mangimi RASFF Rapid Alert System for Food and Feed informazioni Il RASFF garantisce quindi una quando vengono rilevati per la salute pubblica nella catena alimentare. reazione rapida rischi 4. Marchi di qualità europei e nazionali , e sono gli strumenti che l’Unione Europea utilizza per soddisfare la richiesta di informazioni dei consumatori e per valorizzare i prodotti agroalimentari. Etichettatura trasparenza rintracciabilità La politica di qualità dell’UE punta a proteggere le denominazioni di prodotti specifici attraverso marchi di qualità registrati (Reg. (UE) 1151/2012). L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a . marchio di qualità Le sono DOP, IGP, IG, STG, Prodotto di montagna e Prodotto delle regioni ultraperiferiche dell’UE. indicazioni geografiche riconosciute a livello europeo Identifica un prodotto originario di un luogo che ha caratteristiche dovute a quel particolare ambiente geografico. Per ricevere il marchio DOP, ogni fase di produzione, trasformazione e preparazione deve seguire un (l’insieme di regole che definiscono nome, materie prime necessarie e modalità di realizzazione) e deve avvenire in una . Un esempio è l’olio di oliva Kalamata DOP, che è interamente prodotto nella Regione di Kalamata, in Grecia, utilizzando specifiche varietà di olive di quella zona. Denominazione di Origine Protetta (DOP) disciplinare zona geografica delimitata Questo marchio valorizza la relazione tra la regione geografica specifica e il nome del prodotto. Nella regione specifica deve aver luogo di produzione, lavorazione o preparazione. Per esempio i capperi di Pantelleria IGP, che sono prodotti esclusivamente nell’omonima isola, in Provincia di Trapani. Indicazione Geografica Protetta (IGP) almeno una delle fasi Per le si utilizza il marchio ( ). Questo marchio protegge il nome del prodotto, per il quale almeno una delle fasi di distillazione o preparazione avviene nella regione indicata. Un esempio è l’Irish Whiskey IG: è prodotto, distillato e invecchiato in Irlanda, tuttavia le materie prime possono anche non provenire esclusivamente da questo Paese. I nomi di prodotti registrati come IG sono contro le e gli . bevande spiritose e i vini aromatizzati Indicazione Geografica IG giuridicamente protetti imitazioni abusi Questo marchio evidenzia aspetti tradizionali come il modo in cui il prodotto viene ottenuto o la sua composizione, ma . Un esempio è la Mozzarella STG: il metodo di produzione, tipico della Regione Campania, è protetto, ma questo alimento potrebbe essere stato prodotto in tutta Italia. In Italia il marchio STG è stato riconosciuto anche alla Pizza Napoletana e alla Amatriciana Tradizionale. Specialità Tradizionale Garantita (STG) non è collegato a una zona geografica specifica I prodotti biologici La UE garantisce che i prodotti a marchio biologico provengano da processi produttivi con determinate caratteristiche. L’ sfrutta la naturale fertilità del suolo, usa esclusivamente di fertilizzanti naturali (sono vietati i fertilizzanti a base di azoto e limitati i fertilizzanti artificiali, erbicidi e pesticidi); questo sistema promuove la biodiversità delle specie domestiche, esclude l’utilizzo di OGM e valorizza la lotta biologica (tecnica basata sui rapporti di antagonismo tra due o più organismi viventi, per esempio le coccinelle per sconfiggere l’attacco degli afidi). agricoltura biologica Gli che lavorano in regime biologico hanno come priorità il benessere degli animali, non utilizzano ormoni e limitano l’uso di antibiotici, impiegandoli solo se necessario per la salute degli animali. allevamenti I devono prevedere almeno il 95% di ingredienti di origine agricola certificati bio, al netto del contenuto di acqua e sale. prodotti trasformati In Italia è stato avviato il progetto delle , che in base alla quantità di prodotti biologici che utilizzano possono ottenere un (il marchio europeo bio non può essere utilizzato per la ristorazione). mense scolastiche biologiche marchio oro o argento Marchi di tutela italiani L’Italia riconosce altri marchi di tutela oltre a quelli europei: , che hanno metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati da almeno 25 anni. Non possono essere DOP e IGP. Il marchio è attribuito a livello ministeriale; Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) ( ), marchio di tutela delle produzioni enogastronomiche locali tipiche e significative di ogni . Prodotti DE.CO. Denominazione Comunale Comune italiano A questi si aggiungono altri marchi che certificano, tutelano o promuovono differenti aspetti come: , per i prodotti di origine vegetale che utilizzano la difesa integrata, certificata dal Sistema di qualità nazionale di produzione integrata ( ); Qualità sostenibile SQNPI , che tutelano e promuovono prodotti tipici del territorio (la certificazione non è ufficiale, ma è stabilita dal di ); Presidi Slow food comitato scientifico Slow Food , grazie al riutilizzo sociale attraverso forme di associazionismo (volontariato e cooperazione sociale) dei ; Prodotti dalla lotta alle mafie beni confiscati alle mafie , ovvero da aziende che aderiscono alla rete , che promuove l’equità tra i Paesi e gli altri attori della filiera produttiva coinvolti nel commercio internazionale. Prodotti del commercio equo e solidale FairTrade Le certificazioni volontarie Esistono , che attestano la conformità dei prodotti a specifiche tecniche (norme o regole), e (per esempio del sistema di qualità o del sistema di gestione ambientale). certificazioni di prodotto certificazioni del sistema aziendale Queste norme seguono riconosciuti da organizzazioni private nazionali e internazionali senza scopo di lucro: la (a livello nazionale), la (che opera a livello europeo, ed elabora e armonizza le norme tecniche degli enti nazionali) e la (a livello internazionale). standard UNI CEN ISO 5. Qualità ed etichettatura L’ è lo strumento attraverso il quale sono fornite le informazioni al consumatore nel rispetto del Reg. (UE) 1169/2011. La normativa europea permette di avere etichette uniformi su tutto il territorio comunitario. etichetta INFORMAZIONI OBBLIGATORIE PRESENTI NELLE ETICHETTE ALIMENTARI Denominazione dell’alimento Nome o ragione sociale e indirizzo dell’OSA Elenco degli ingredienti Paese di origine o luogo di provenienza Allergeni Istruzioni per l’uso, ove necessario Quantità di alcuni ingredienti o categorie di ingredienti (QUID) Titolo alcolometrico volumico effettivo Quantità netta Dichiarazione nutrizionale Termine minimo di conservazione o data di scadenza Lotto di appartenenza (d. lgs. 109/1992) Condizioni particolari di conservazione e di impiego Gli nell’elenco sono inseriti in , dal maggiore al minore; seguono ingredienti ordine di grammatura additivi e aromi. Gli possono essere indicati con il loro nome specifico o con una sigla (composta dalla lettera E seguita da un numero identificativo che ne definisce la categoria). Sono sostanze senza valore nutritivo che si aggiungono per alcune caratteristiche del prodotto, come il (conservanti), l’ e il (emulsionanti e coloranti), e il (esaltatori di sapidità, correttori acidità). additivi migliorare tempo di conservazione aspetto colore sapore Gli utilizzati nella preparazione degli alimenti si dividono in due categorie: (come olio, aceto, sale, zucchero, limone) e (ottenuti per sintesi chimica). Spesso gli aromi servono a mascherare la scarsità di ingredienti importanti, come succede a un prodotto , che è molto diverso da un prodotto . aromi naturali artificiali al gusto di fragola alla fragola Per legge in etichetta deve essere riportata la presenza di , sia che questi siano ingredienti del prodotto sia che siano presenti in . allergeni tracce In etichetta deve essere presente la , cioè l’elenco dei nutrienti principali in composizione e quantità ( , , , con la percentuale di , , ed , se presenti , e ). dichiarazione nutrizionale carboidrati totali zuccheri semplici grassi acidi grassi saturi proteine sale energia fornita fibre sali minerali vitamine Le in etichetta comprendono: indicazioni facoltative un’ , cioè un’indicazione che affermi o suggerisca che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche; indicazione nutrizionale un’ , cioè un’indicazione che affermi o suggerisca un rapporto tra l’alimento e la salute (per esempio: «favorisce la digestione», «rafforza le difese immunitarie»); indicazione sulla salute i o di prodotto biologico. marchi di qualità Leggere la dichiarazione nutrizionale La tracciabilità La per tutte le filiere del sistema agro-alimentare (di alimenti e mangimi) e impone che siano documentati tutti i flussi materiali e gli operatori di filiera. tracciabilità è obbligatoria Questo garantisce e agevola la , cioè la possibilità di ricostruire la storia e di seguire l’utilizzo di ogni prodotto identificando tutte le fasi della lavorazione. rintracciabilità Gli (OSA) devono essere in grado di chi fornisce loro un alimento predisponendo la per la gestione di documentazione e informazioni. operatori del settore agroalimentare individuare procedura Mettiti alla prova 1. Individua i collegamenti tra i due gruppi di espressioni. a. food safety b. food security marchi di tutela riconosciuti dalla EU c. marchi di tutela riconosciuti a livello nazionale d. sistemi di allerta e. disponibilità di cibo 1. RASFF 2. PAT, De.Co. 3. sicurezza per il consumatore 4. DOP, IGP 5. a. b. c. d. e. ............................ ............................ ............................ ............................ ............................ 2. Leggi il testo, individua i 4 errori e correggili. Il sistema HACCP è un sistema volontario per la prevenzione dei pericoli nel settore agroalimentare. a. Per attuare il sistema HACCP vi sono 6 fasi preliminari e 7 principi opzionali da seguire per l’individuazione dei pericoli e dei punti critici di conservazione. b. 3. Vero o falso? Si parla di ritiro quando un prodotto non ha ancora raggiunto il consumatore. a. V F Un limite critico è l’intervallo di valori entro il quale un CCP è sotto controllo. b. V F La definizione dei pericoli rientra tra i 5 principi dell’HACCP. c. V F Nei prodotti IGP tutte le fasi della filiera devono avvenire all’interno della zona geografica indicata nel disciplinare. d. V F Il RASFF è l’autorità che certifica le produzioni DOP e IGP. e. V F La tracciabilità permette di risalire al produttore in caso del ritiro di un alimento. f. V F I prodotti del commercio equo e solidale sono realizzati a partire da beni confiscati alle mafie. g. V F