3.3 LA TEORIA DELLA FORMA E LA SCUOLA DELLA GESTALT Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento si sviluppò in Europa una corrente di ricerca psicologica: la , , nata in Germania sulla base del lavoro comune di Max Wertheimer | vedi , p. 146 |, Wolfgang Köhler | vedi , p. 182 | Kurt Koffka (1886-1941) e Kurt Lewin (1890-1947). , in tedesco, significa “forma”, “struttura unitaria”: ecco perché questa teoria è stata chiamata anche , perché il fenomeno della percezione | Vedi , p. 34| può essere spiegato solo attraverso un’unificazione formale di una molteplicità di impressioni che vengono raggruppate dalla nostra mente. Secondo i teorici della infatti “ ”. L’oggetto principale di studio di questa corrente fu perciò l’esperienza che si verifica nell’individuo quando percepisce un fenomeno. Nello specifico, la psicologia della si occupò in particolar modo dei fenomeni di percezione visiva, come le immagini ambigue, che si prestano bene a questo tipo di analisi. Si può far risalire la nascita ufficiale di questa scuola di pensiero al 1912, quando Max Wertheimer pubblicò l’articolo intitolato , in cui parlava del : il cosiddetto “fenomeno phi”. A quei tempi il movimento stroboscopico era alla base della cinematografia: la pellicola cinematografica, infatti, era composta da una serie di immagini fisse, chiamate fotogrammi, che venivano proiettate sullo schermo, alternate a intervalli di buio della stessa durata. L’osservatore però non vedeva una serie di immagini statiche, ma percepiva un’unica immagine dinamica in movimento. Wertheimer propose l’esempio della percezione di luci. Immaginiamo di avere due luci, che chiameremo A e B, poste in due punti di un ambiente completamente buio, che si accendono alternatamente creando così la sequenza A-B-A-B-A-B-A-B-A-B. In base all’intervallo temporale con cui questi stimoli luminosi si accendono e si spengono è possibile osservare diversi fenomeni: Gestalttheorie psicologia della Gestalt L’AUTORE L’AUTORE Gestalt psicologia della forma unità 2 Gestalt il tutto è diverso dalla somma delle singole parti Gestalt Studi sperimentali sulla percezione visiva del movimento movimento apparente o stroboscopico se l’intervallo temporale è molto basso, si ha la percezione di ; un unico segnale luminoso che si sposta dal punto A al punto B se, invece, l’intervallo temporale aumenta, percepiremo gli stimoli luminosi come e li vedremo ; distanziati e immobili accendersi e spegnersi in maniera separata e alternata se, in ultimo, l’intervallo temporale dovesse diminuire, avremo l’impressione di vedere . due stimoli immobili e sempre illuminati L’accostamento delle diverse immagini in successione viene percepito dall’occhio umano come un unico movimento.