4. INTELLIGENZA EREDITARIA?

La questione dell’ereditarietà dell’intelligenza è stata ampiamente dibattuta e ha talvolta portato a derive ideologiche, come dimostrano le conseguenze degli studi di Galton, fondatore dell’eugenetica.
L’esperimento del 1965 di Rosenthal e Jacobson evidenzia l’importanza della motivazione e della conferma delle aspettative (effetto Pigmalione) per il miglioramento delle prestazioni intellettuali. Oggi prevale la teoria interazionale, secondo la quale l’intelligenza è il frutto dell’interazione tra l’ambiente e il nostro corredo genetico.

L’UNITÀ IN MAPPA

Mappa concettuale dell’unità. L’intelligenza è l’insieme di facoltà correlate dalla capacità di comprendere. Le abilità possono essere misurate tramite: la scala Stanford-Binet per calcolare il Q.I.; la scala Wechsler; la scala WAIS IV per calcolare il Q.I.T. Diverse sono le teorie sull’intelligenza: la teoria fattoriale di Spearman in cui si distinguono un fattore g e un fattore s; l’intelligenza multifattoriale di Guilford dove l’intelligenza è un incrocio di operazioni, contenuti e prodotti; le intelligenze multiple di Gardner, in cui sono teorizzati nove tipi di intelligenza; l’intelligenza emotiva di Goleman, intesa come la capacità di cogliere i sentimenti propri e altrui. L’intelligenza artificiale studia la possibilità di costruire una macchina con intelligenza umana. Oggi, per quel che riguarda l’ereditarietà dell’intelligenza, prevale la teoria interazionale.