3. Le origini della concezione educativa ebraica 3.1 LINEAMENTI STORIOGRAFICI: LA FORMAZIONE DELLA CIVILTÀ EBRAICA Secondo i reperti archeologici, i primi nuclei del popolo ebraico si sono formati intorno al , che corrisponde agli attuali territori della Palestina e del Libano e a parti di Siria e Giordania. Si tratta di una società di , organizzati in , che parlavano una . Le fasi più antiche di questa civiltà millenaria, che nei secoli si è intrecciata a molte altre civiltà, influenzandole e lasciandosene influenzare, è avvolta in , riportati nel e ritenuti dagli studiosi non affidabili da un punto di vista storiografico. A fondamento di questa narrazione, c’è l’ , attraverso il patriarca Abramo, chiamato a lasciare la città di Ur, in Mesopotamia, per dirigersi verso la terra promessa, Canaan appunto. Con il trasferimento di un suo discendente, Giuseppe, in Egitto, iniziò la permanenza degli ebrei in questo paese, conclusasi con la liberazione dall’oppressione faraonica condotta da Mosè. Secondo il racconto biblico, questi guidò il ritorno del popolo attraverso il Mar Rosso e ricevette da Dio le , ma morì prima di giungere nella terra promessa, lasciando il comando dell’impresa a Giosuè. Intorno al 1000 a.C., con il (1082-1003 ca. a.C.), nacque la monarchia, che conobbe il suo periodo più florido durante il governo di (1040-970 ca. a.C.). Questi stabilì la capitale a Gerusalemme e rafforzò il regno, la cui integrità si dissolse in seguito alla morte del suo successore, (1011-931 a.C.). Nacquero così, a nord, il , con capitale a , più organizzato e solido e, a sud, il , con capitale a , che raggiunse il primato solo con la conquista del Regno di Israele e la deportazione della sua popolazione in Mesopotamia da parte degli Assiri, nel 722 a.C. Si susseguirono, dunque, una serie di : nel 586 a.C., i babilonesi di Nabucodonosor occuparono Gerusalemme e ne distrussero il tempio, deportando la popolazione a Babilonia; il 538 a.C. segnò la vittoria dei persiani di Ciro, che tuttavia permise agli ebrei di fare ritorno nella loro terra; quindi fu la volta della conquista ellenistica a opera di Alessandro Magno, a partire dal 332 a.C., e di quella romana dal 63 a.C. | vedi , p. 515 |. Dopo la , si accentuò il fenomeno della diaspora, ovvero l’esilio forzato e la diffusione delle comunità ebraiche in luoghi sempre più distanti, che continuò fino all’epoca contemporanea. 1200 a.C. nella terra di Canaan pastori seminomadi tribù lingua semitica racconti mitici e leggendari Tanàkh alleanza tra Dio e il popolo tavole della legge re Saul David Salomone Regno di Israele Samaria Regno di Giuda Gerusalemme dominazioni da parte di potenze straniere UNITÀ 5 distruzione di Gerusalemme e del suo secondo tempio per mano dell’imperatore Tito, nel 70 d.C. : gruppo di lingue parlate in Africa e Asia; il termine deriva da un brano della Genesi in cui si fa riferimento alle popolazioni che le parlano come discendenti di Sem, figlio di Noè. Attualmente le più diffuse sono arabo, aramaico, arabo e tigrino. : acronimo con cui si indicano i Testi Sacri dell’ebraismo, che comunemente vengono indicati come Bibbia ebraica e che compongono, insieme ad altri scritti non riconosciuti dall’ebraismo, l’Antico Testamento cristiano. Le tre lettere iniziali fanno riferimento alle parti in cui si articola l’opera: (Insegnamento), (Profeti) e (Scritti). lingua semitica Tanàkh Torah Nebi’îm Ketubîm Un ragazzo mentre legge la Torah, uno dei pilastri dell’ebraismo.