4. Pluralismo educativo nella Cina antica 4.1 IL NOSTRO ALTRO? Per la sensibilità occidentale l’Estremo Oriente, in particolare la Cina, ha da sempre rappresentato l’“ ” . E ancora oggi continua a essere il termine di paragone fondamentale, diversamente da altre civiltà, che si sono estinte (quelle dell’antico Egitto e della Mesopotamia) o che non vengono considerate altrettanto autorevoli (i popoli indigeni dell’America Latina, dell’Africa e dell’Oceania). Il ha oscillato nel tempo tra due posizioni: da una parte l’Occidente ha elaborato interpretazioni sull’Oriente volte ad affermare la propria ; dall’altra, l’Oriente è stato spesso esaltato come la sede di una e fuori dal tempo. Queste opposte posizioni hanno un importante punto in comune: hanno spesso descritto l’Oriente in funzione e in rapporto all’Occidente, invece di cercare di comprenderlo a partire dai suoi riferimenti culturali. La rappresentazione occidentale dell’Oriente ha dunque frequentemente riflettuto le paure, i desideri e i problemi dell’Occidente stesso. È importante essere consapevoli di questi , che si attivano quando ci rapportiamo alla e nascono dall’esigenza di riportarla a una dimensione più familiare. Per certi versi sono utili ma, allo stesso tempo, possono produrre conoscenze semplicistiche. Per questo bisogna metterli in discussione e cercare sempre di superarli, per non accontentarsi di una visione riduttiva e distorta degli altri . Con questa consapevolezza vogliamo intraprendere lo studio dell’antica civiltà cinese e dei tratti generali delle sue concezioni educative. altro per eccellenza confronto Occidente-Oriente presunta superiorità saggezza lontana meccanismi di comprensione diversità culturale universi culturali La Cina all’epoca degli Stati combattenti 4.2 LINEAMENTI STORIOGRAFICI: DAI MITICI SOVRANI ALL’EPOCA HAN Le opere degli antichi storici cinesi – tra i quali spicca Sima Qian (145-86 a.C. ca.), autore, insieme a suo padre Sima Tan, di – collocano le origini della civiltà cinese a cavallo tra il III e il II millennio a.C. Esse descrivono il periodo delle origini come un’epoca di grande prosperità, caratterizzata dall’invenzione della scrittura e dell’agricoltura da parte di tre sovrani mitici, ai quali seguirono cinque imperatori esemplari. Benché tali testimonianze vengano di solito considerate poco attendibili e contraddittorie, alcuni fatti, come il passaggio da una monarchia elettiva a una monarchia dinastica, sono stati confermati dalle scoperte archeologiche. Fino al III secolo a.C. si susseguono in Cina tre dinastie: (2195-1675 a.C. ca.), (1600-1046 a.C. ca.) e (1045-256 a.C.). Il lungo declino della dinastia Zhou, iniziato nell’VIII secolo a.C., è riconosciuto come una delle fasi più vivaci nella storia del pensiero cinese. In questo periodo l’autorevolezza militare e politica della casa reale viene meno, mentre un gran numero di regni vassalli iniziano a combattersi per affermare la propria supremazia. In questa cornice di decadenza e instabilità sorgono tuttavia molteplici correnti di pensiero, comunemente conosciute come le , che cercano di ripristinare l’armonia sociale. Memorie di uno storico Xia Shang Zhou Cento scuole