5. Civiltà ed educazione dell’India antica 5.1 LE ORIGINI La civiltà indiana è stata segnata in modo decisivo dall’arrivo, in un’epoca variabile tra il III millennio e il V secolo a.C., delle , un popolo di allevatori nomadi proveniente dall’attuale Afghanistan, che si stanziò nella parte settentrionale del paese, travolgendo la preesistente civiltà della valle dell’Indo, che aveva costruito importanti città fortificate. Quella degli Arii è invece una , con una vita sociale e culturale centrata sulla pratica del . Espressione della loro visione del mondo sono le , tramandate oralmente per secoli e di incerta datazione, che comprendono inni agli dèi e testi più filosofici come le e sono considerate . Il pantheon indiano antico è estremamente complesso; ogni divinità tuttavia è presentata di volta in volta come la più importante (fenomeno che gli studiosi chiamano ). Di particolare rilievo è la figura di , dio guerriero legato al , una bevanda di origine misteriosa dagli effetti allucinogeni che aveva un ruolo importante nei rituali religiosi. tribù degli Arii civiltà organizzata in villaggi e clan sacrificio agli dèi quattro raccolte dei Veda Upanishad rivelazione diretta del Divino enoteismo Indra soma : atteggiamento religioso che tende a escludere ogni divinità diversa da quella invocata; è interpretato come preliminare del monoteismo. enoteismo 5.2 IL DHARMA, IL KARMA E LA LIBERAZIONE SPIRITUALE Nella visione dell’India antica il mondo intero è retto da una , il . Per quanto riguarda gli esseri umani, il dharma ha due aspetti: da un lato c’è il , ossia le regole morali e di comportamento che tutti devono rispettare, la più importante delle quali è l’ , il non commettere violenza verso qualsiasi forma di vita; dall’altro c’è il . La società indiana, infatti, è fin dall’epoca vedica organizzata in caste, vale a dire , i cui membri hanno compiti e ruoli sociali diversi. Le caste sono quattro: legge immutabile e sacra dharma dharma comune ahimsa dharma legato alla casta gruppi sociali assolutamente chiusi i ( ); sacerdoti brahmana i ( ) soldati kshatriya i ( : contadini, commercianti, artigiani ecc.); lavoratori vaishya i ( ). servitori shudra Queste caste sono ordinate e secondo . I brahmana, che si dedicano alle pratiche religiose e il cui colore simbolico è il bianco, sono i più puri e nobili, mentre la casta dei servitori, il cui colore simbolico è il nero, è la meno pura. La maggiore o minore purezza di un membro della società non è legata solo alle azioni compiute in questa vita ma anche, e in modo determinante, a quelle . Le diverse correnti filosofiche e spirituali dell’India, tra le quali l’ e il buddhismo, condividono la credenza nel e nella . Secondo il karma, le azioni che compiamo nella vita maturano effetti non solo in questa vita, ma anche nella successiva, così come in questa vita matura il frutto delle azioni compiute nelle vite precedenti. Chi nasce dunque nella casta dei servitori sta scontando il male fatto in una vita precedente, e dunque la sua condizione è considerata giusta e coerente con l’ordine cosmico. Una volta nato, è tenuto ad attenersi scrupolosamente ai doveri previsti per i membri della sua casta; solo in questo modo potrà ottenere meriti e rinascere in una condizione sociale migliore. in modo gerarchico diversi gradi di purezza compiute nelle vite precedenti induismo karma reincarnazione : un insieme di credenze e pratiche, la cui origine molto antica si fa risalire alla letteratura vedica e che oggi rappresenta la terza religione più diffusa al mondo. induismo