4. Una pedagogia per un tempo di crisi: la proposta di Seneca L’AUTORE – LUCIO ANNEO SENECA Seneca nasce a Cordova, in Spagna, intorno al 4 a.C., da una facoltosa famiglia equestre. Il padre, retore, soggiorna da giovanissimo a Roma, dove in età matura si trasferisce con tutta la famiglia. Nella capitale Seneca compie gli studi retorici necessari a intraprendere la carriera politica. Divenuto questore (31 d.C. ca.) e poi senatore, entra nella cerchia vicina alla famiglia imperiale. Inoltre si fa conoscere come brillante avvocato e autore di opere di filosofia. Con la sua fama di eccellente oratore, si attira a tal punto la gelosia dell’imperatore Caligola, da rischiare la morte per un discorso pronunciato in senato (39 d.C.). Nel 41, a causa di intrighi di palazzo, viene condannato all’esilio in Corsica dall’imperatore Claudio, con l’accusa di aver commesso adulterio con Giulia Livilla, sorella di Caligola. Viene richiamato dopo otto anni, grazie all’intervento di Agrippina, la quale gli affida l’educazione del figlio Nerone, che salirà al trono nel 54. In qualità di consigliere, Seneca esercita un potere notevole sull’imperatore e, per un certo periodo, lo influenza positivamente, senza però riuscire a sottrarsi del tutto a pesanti compromessi. Poiché la situazione a corte diviene sempre più insostenibile, si ritira a vita privata e tre anni dopo, nel 65, accusato di complicità nella congiura dei Pisoni, ordita contro l’imperatore, viene costretto al suicidio da Nerone. Stessa sorte colpisce anche la moglie Paolina. Nasce a Cordova (Spagna) A Roma intraprende la carriera politica, diventa un brillante avvocato ed entra negli ambienti di corte Viene esiliato in Corsica Diventa il precettore del futuro imperatore Nerone È il massimo consigliere dell’imperatore Nerone e ne guida l’azione politica Si ritira a vita privata È costretto al suicidio da Nerone 4 a.C. circa dal 31 d.C. 41-49 49-54 dal 54 al 62 62 65 4.1 VIVERE FELICI SECONDO SENECA Insieme a Epitteto e Marco Aurelio, Seneca | vedi | è il principale esponente dello in epoca imperiale. La filosofia stoica gli offre un riferimento forte, in un momento in cui le attraversano una , segnata da dalle quali – considerata la sua posizione privilegiata di consigliere dell’imperatore Nerone – egli non può ritenersi completamente estraneo. L’insegnamento racchiuso nello stoicismo è finalizzato più a “ ” che ad acquisire conoscenze, e va perciò praticato per tutta la vita. Anzi la volontà di sapere può essere addirittura dannosa. Per questo Seneca raccomanda di indirizzarla bene, scegliendo accuratamente le letture, valorizzando la qualità a discapito della quantità e applicandosi allo studio con determinazione, senza saltare da un argomento all’altro. Questo atteggiamento di ricerca esistenziale caratterizza più in generale il rapporto di Seneca con la filosofia. Contrariando la volontà del padre, che lo avrebbe voluto totalmente assorbito dagli studi di retorica – che erano il presupposto fondamentale della carriera politica –, Seneca si dedica alla filosofia fin da giovane. Si avvicina anche alla | vedi , p. 442 |, all’ , alla e ad altre prospettive, senza mai cercare di organizzare queste influenze eterogenee in un pensiero sistematico. L’AUTORE stoicismo istituzioni romane profonda crisi lotte per il potere imparare a vivere corrente pitagorica UNITÀ 3 epicureismo scuola dei Sesti p. 560 T2 Finché vivi, impara : fondata da Quinto Sestio intorno al 40 a.C. e continuata dal figlio, fondeva elementi storici e pitagorici con gli insegnamenti di Platone e Aristotele. Sozione di Alessandria, che ne fece parte, fu maestro di Seneca. scuola dei Sesti