di Efeso Artemísion Sulla scia dell’ di Samo, nella città di Efeso (attuale Selçuk in Turchia) sulla costa dell’Egeo orientale, venne innalzato un grande tempio , la cui costruzione durò circa un secolo (560-460 a.C.). Il monumento è attribuito dagli autori antichi all’architetto cretese e a suo figlio , autori di un trattato sul tempio e inventori di ingegnose macchine per il trasporto e la messa in opera dei grandi blocchi di marmo. Anche in questo caso, si tratta della monumentalizzazione di un più antico , sorella di Apollo, dea greca della caccia, qui venerata come divinità del cosmo e della fertilità. Il tempio, realizzato interamente in marmo, era considerato già dagli antichi del mondo . Fu risparmiato anche dai Persiani durante la conquista delle città greche della Ionia, ma fu incendiato nel 356 a.C. da un greco che aveva il solo scopo di immortalare il proprio nome. Come l’ di Samo, anche l’ è un con 21 colonne sui lati lunghi e le colonne centrali della fronte poste a una distanza maggiore tra loro. In questo caso, però, il lato posteriore del tempio si presenta , ovvero con nove colonne, soluzione piuttosto rara nelle peristasi templari, che si osserva anche nella Basilica di Paestum. Il pronao, secondo il modello ionico, è molto profondo e suddiviso in tre navate, mentre poco si sa dell’originale conformazione della , che probabilmente doveva essere , ovvero priva di qualsiasi copertura (dal greco – sotto – e – cielo aperto). Un piccolo tempietto, detto , che venne eretto al centro del , era probabilmente destinato a custodire l’antico simulacro della dea, mentre sul retro si sviluppava un , come negli esempi dorici siciliani e magno-greci. Le colonne, alte 18,50 metri circa, erano impostate su basi articolate con plinto, doppia scozia e toro, decorato, come nell’ di Samo, con scanalature orizzontali. Sopra le basi, la parte inferiore del fusto era decorata da rilievi con rappresentazioni di divinità e miti greci, poi riproposte nella fase classica del tempio. I erano scanditi da 40 o più scanalature, rispetto alle canoniche 24 della colonna ionica, ed erano coronati da a due facce con volute, sostituite, in corrispondenza delle colonne della fronte, da eleganti rosette . Heráion dìptero ionico (43) Chersìfrone Metagène tempio di Artemide una delle sette meraviglie (44) Heráion Artemísion ottastilo (45) enneastilo cella ipètra hypó aithér naískos naós ádyton Heráion fusti capitelli (46) di Efeso, 560-460 a.C. Veduta dei resti. 43. Artemísion Ricostruzione dell’ di Efeso. 44. Artemísion Pianta dell’ di Efeso. Pronao o cella 45 Artemísion 1. 2. Naós 3. Naískos 4. Ádyton Capitello ionico con rosette dall’ di Efeso, 560-460 a.C., marmo. 46. Artemísion