Frontoni In origine le decorazioni dei frontoni dei templi erano . A partire dal VII secolo a.C. sono caratterizzate da rilievi e, in seguito, da ancorate alla parete. La forma triangolare del timpano, dettata dalle due falde del tetto, impone particolari adattamenti iconografici per inserire le sculture in uno spazio di forma digradante: quindi, soprattutto nei primi esempi, si , ignorando i reali rapporti proporzionali. Nel corso dei secoli il tema scelto e la disposizione dei soggetti trovano una particolare armonia nella distribuzione spaziale, grazie anche ai traguardi raggiunti nella raffigurazione del corpo umano e del suo movimento. dipinte sculture a tutto tondo le figure adattano alla conformazione del frontone Frontone dell’ di Corfù Artemísion Uno dei più antichi esempi noti di decorazione frontonale in pietra è il frontone occidentale dell’ , isola del Mar Ionio, risalente al 580 a.C. circa. Il tempio, di ordine dorico con peristasi di 8 × 17 colonne, presenta una , che riproduce una serie di figure mitiche a . Al centro si impone la , dall’aspetto mostruoso, rappresentata nel caratteristico schema della “ ”, una soluzione adottata nell’arte greca arcaica per trasmettere l’idea di movimento e, in questo caso specifico, utile per adattare la figura alla conformazione del timpano. La gorgone è , a eccezione delle gambe raffigurate di profilo, e mostra un volto particolarmente spaventoso, con i grandi , che secondo il mito avevano il potere di pietrificare chiunque ne incrociasse lo sguardo, e la bocca aperta con la lingua in fuori. I capelli sono costituiti da due serpenti che fuoriescono di lato sotto le orecchie e da quattro ciocche simmetriche che ricadono sulle spalle, un’eredità dell’arte orientale, così come di gusto orientale sono le accovacciate ai lati della gorgone. Tra i felini e Medusa si conservano in minima parte le figure dei figli della gorgone, a destra e il cavallo alato a sinistra, nati dal sangue della testa decapitata da Perseo, qui non rappresentato. Alle estremità chiudono il frontone due scene mitologiche, indipendenti dalla rappresentazione centrale: a sinistra l’uccisione del re di Troia da parte di un guerriero greco, forse Neottolemo figlio di Achille, e a destra che scaglia le folgori contro un gigante. In queste scene accessorie colpisce l’ rispetto alle grandi figure di Medusa e delle due pantere, in modo da poter adattare i soggetti rappresentati alla conformazione del timpano, così come la mancanza di qualsiasi omogeneità narrativa dello spazio frontonale, che invece caratterizzerà gli esempi di epoca classica. Artemísion di Corfù (51-52) decorazione frontonale scolpita in altorilievo carattere apotropaico gorgone Medusa corsa inginocchiata rappresentata frontalmente occhi spalancati due pantere Crisàore Pègaso Priamo Zeus assenza di qualsiasi proporzione Frontone dell’ di Corfù, 580 a.C. ca. Corfù, Museo Archeologico. 51. Artemísion Soggetti raffigurati nel frontone dell’ di Corfù. In arancione l’ipotesi ricostruttiva. 52. Artemísion