In questo modo le emozioni svolgono un importante ruolo di mediazione fra tre dimensioni della corporeità, che l’antropologia contemporanea definisce così: il corpo individuale, il corpo sociale e il corpo politico. La dimensione individuale del corpo è quella più evidente e immediata, «il senso intuitivo del sé incorporato»; quella sociale riguarda il corpo in quanto incarnazione delle rappresentazioni culturali e dei modelli sociali introiettati; quella politica fa riferimento alle strategie di controllo e disciplinamento dei corpi da parte delle istituzioni che presiedono all’ordine sociale, come lo Stato, i sistemi religiosi o i sistemi medici, e che stabiliscono la sottile soglia tra “normale” e “anormale”, “sano” e “malato”.