L’UNITÀ IN MAPPA

Mappa concettuale dell’unità. Nel Settecento delineano nuove prospettive pedagogiche Rousseau, Kant e Vico. Nell’Emilio Rousseau si propone di educare l’uomo lontano dalla società (educazione naturale) e segue lo sviluppo dalla nascita al matrimonio. Stabilisce un’educazione negativa da zero a dodici anni (l’educatore predispone l’ambiente; indurimento fisico); l’avvio dell’educazione intellettuale dopo i 12 anni (primo approccio allo studio e formazione al lavoro); l’introduzione alla formazione morale, religiosa ed estetica a 15-20 anni (ultimo passo per l’inserimento in società); una formazione in funzione dell’uomo per la sposa di Emilio (Sofia). Nel saggio Sulla pedagogia Kant assegna due compiti all’educazione: 1) frenare le inclinazioni sensibili dell’educando per farlo aderire alla legge morale; 2) proiettare la specie umana verso il progresso. Kant dà centralità al concetto di disciplina (incontro tra libertà dell’allievo e autorità dell’educatore), lo strumento per frenare le inclinazioni sensibili e conquistare la libertà morale, e distingue tra educazione fisica o naturale e educazione pratica o morale. Nel Metodo degli studi e nell’Autobiografia Vico critica l’educazione del suo tempo che anticipa l’apprendimento di logica e algebra (opposizione al razionalismo cartesiano); incoraggia ad assecondare il naturale sviluppo del fanciullo (preminenza iniziale della formazione umanistico-letteraria); sostiene il principio dell’imparare facendo (conoscenza attiva a stretto contatto con la società).