L’UNITÀ IN BREVE

PEDAGOGIA E SCUOLA DEL POSITIVISMO ITALIANO

1. LA RIFLESSIONE PEDAGOGICA

Il positivismo pedagogico si afferma in Italia nel secondo Ottocento con Roberto Ardigò e Aristide Gabelli.

  • Per Roberto Ardigò la pedagogia è la scienza dell’educazione e ha il compito di individuarne i mezzi e gli effetti. Egli ritiene che l’educazione sia un “fatto naturale”, che si compie all’interno di un preciso contesto ambientale e che si configura come acquisizione di abitudini. A livello metodologico sottolinea il primato delle «lezioni delle cose» (esperienza diretta) rispetto alle «lezioni delle parole» e incoraggia il maestro a seguire nell’attività educativa tre principi: dal noto all’ignoto, dal semplice al composto, dal facile al difficile.
  • Aristide Gabelli ha applicato i fondamenti del positivismo alla concreta realtà scolastica italiana. Il suo contributo pedagogico va nella direzione del rinnovamento della scuola elementare, cui assegna il compito fondamentale di preparare le giovani generazioni alla vita e alle sfide della società moderna. Da qui l’esigenza di una scuola che deve innanzitutto insegnare a pensare.