Il lessico di provenienza isolana e meridionale costituisce dunque una componente significativa della poesia siculo-toscana. Alcuni sicilianismi che i poeti nati in Toscana riprendono dai Siciliani paiono configurarsi come veri e propri tecnicismi di questa poesia: per esempio, abento (“quiete”, “requie”, “tranquillità”); abentare (“aver quiete”); dia (femminile, “giorno”). Di genesi analoga ma di diffusione più fortunata (giunge sino alla lingua poetica ottocentesca) è il condizionale fora (“sarebbe”, ma anche “sarei”).