T17 Perch’i’ no spero di tornar giammai
Guido Cavalcanti
Guido Cavalcanti
Il poeta è lontano da Firenze, in esilio, forse nel 1300 a Sarzana, e sente la morte vicina. Per questo scrive una ballata che porti il suo ricordo e i suoi sentimenti alla donna amata. Vibrante elegia della lontananza, è considerata uno dei testi più belli di Cavalcanti.
METRO Ballata: ripresa di 6 versi (1 endecasillabo e 5 settenari) con schema di rime Abbccd e 4 strofe di 10 versi (5 endecasillabi e 5 settenari) ciascuna con schema di rime EFEF (fronte), Fgghhd (sirma).
/ Il dolore per la lontananza dell’amata /
Perch’i’ no spero di tornar giammai,
ballatetta, in Toscana,
va’ tu, leggera e piana,
dritt’a la donna mia,
5 che per sua cortesia
ti farà molto onore.
1-6 Poiché non spero di far più ritorno in Toscana, o piccola ballata (ballatetta), vai tu, svelta (leggera) e affabile (piana), direttamente dalla mia donna, che grazie alla sua gentilezza ti farà onorevole accoglienza.
2 ballatetta: diminutivo di tipo affettivo.