Trionfi

I modelli dell’opera

Oltre al Canzoniere, Petrarca scrisse un’altra opera in lingua volgare, di vasto respiro e di grandi ambizioni, i Trionfi. Composti a partire dal 1356 ma destinati a rimanere incompiuti, i Trionfi sono un poema allegorico diviso in 6 parti. Il titolo richiama le antiche cerimonie con le quali, a Roma, veniva celebrato il generale vittorioso, accompagnato fino al Campidoglio da un corteo comprendente i suoi soldati, i prigionieri e il bottino di guerra. Petrarca si rifà alla Commedia dantesca, come dimostrano la scelta dello schema metrico, le terzine di endecasillabi a rima incatenata, e il contenuto stesso: l’autore infatti descrive alcune visioni, che egli stesso ebbe, in cui si trova accompagnato da una guida non meglio precisata (alcuni critici ipotizzano che possa trattarsi proprio di Dante) e incontra illustri defunti di ogni epoca. Un altro modello è inoltre costituito da un poema in terza rima scritto da Boccaccio, l’Amorosa visione (1342-1343), di cui Petrarca riprende in particolare la dimensione onirica.