La scomparsa del padre e la necessità di amministrare l’ormai esiguo patrimonio familiare lo spingono a rimanere stabilmente in città, da dove si allontanerà solo per brevi spostamenti. A Boccaccio non resta perciò che adattarsi alla vita borghese di Firenze, dove comunque si fa conoscere e apprezzare per le doti culturali e diplomatiche, tanto da essere ufficialmente impiegato in diverse ambascerie. Scrittore ormai noto e stimato, riceve dai concittadini incarichi di prestigio, che lo portano in Romagna, ad Avignone presso il papa, e a Napoli, ma soltanto per un breve periodo.
- 1341-1347: Elegia di Madonna Fiammetta
- 1341-1342: Comedia delle ninfe fiorentine (Ninfale d’Ameto)
- 1342-1343: Amorosa visione (prima stesura)
- 1344-1346: Ninfale fiesolano
- 1349-1353: Decameron