2 Cortesia e borghesia La fusione di valori diversi Sono principalmente due gli universi ideologici e valoriali nel cui ambito Boccaccio si forma e che rifletterà nelle sue opere: quello cortese e quello borghese. Si tratta di sistemi di idee e princìpi antitetici che egli si propone di integrare, in una difficile che costituiscono il fondamento dell’etica aristocratica che anima i comportamenti della nuova classe borghese egemone. Tale sintesi lo porta, al tempo stesso, a criticare gli eccessi di queste due visioni del mondo contrapposte: da un lato i costumi cortesi rischiano di apparire anacronistici, se non vengono filtrati e attualizzati all’interno di un contesto sociale ed economico nuovo, nel quale è necessario mirare all’utile con ingegno e oculatezza; dall’altro la logica mercantile del guadagno, se non è accompagnata da senso della misura e considerazione dei rapporti umani, diventa avidità, grettezza, deprecabile cinismo. conciliazione tra la generosità, l’eleganza e la magnanimità e lo spirito d’intraprendenza Boccaccio tenta di (aristocratici) e l’ . Di entrambe le visioni del mondo evidenzia i pregi e critica i difetti. conciliare i valori cortesi ideologia borghese-mercantile Napoli e la corte angioina , che Boccaccio pone alla base del vivere civile, dello scrittore, che ha fatto conoscenza diretta, attraverso le vicende della sua vita, di mondi e valori tanto diversi. Il periodo trascorso a Napoli (1327-1340) lo porta a contatto con la realtà febbrile di una delle maggiori metropoli europee, con il dinamismo di una città portuale vivace e culturalmente assai stimolante, con gli scambi di un mercato variegato e cosmopolita, ma soprattutto gli offre la possibilità di entrare nella sfavillante corte angioina: la , fatta di feste sontuose e cerimoniali galanti, lo seduce come uno dei tanti, raffinati racconti della produzione d’Oltralpe letti nella biblioteca reale. Su questo modello ideale agisce l’esperienza biografica concreta vita mondana dell’aristocrazia partenopea L’esperienza a fornisce a Boccaccio un di vita mondana aristocratica. Napoli modello concreto Firenze, la finanza e i commerci L’orizzonte di Boccaccio muta sensibilmente con il ritorno a Firenze insieme al padre, che ha esaurito la propria missione finanziaria a Napoli: d’ora in poi la sua prospettiva sociale e ideologica sarà stabilmente quella borghese, seppure lo scrittore continuerà a coltivare una struggente dorato . Ma che città è la Firenze di quegli anni? Prima di diventare, nel periodo storico successivo (tra Umanesimo e Rinascimento), l’avanguardia del rinnovamento culturale nel campo della letteratura e dell’arte, già nel Trecento, con i suoi banchieri e mercanti, Firenze è e sino alla metà del secolo la città vive un’impetuosa espansione. nostalgia verso il mondo della corte uno dei principali centri dell’economia mondiale A l’autore vive in un ambiente principalmente borghese. I contrasti tra e dominano la scena fiorentina. Firenze ceto mercantile nobiltà feudale